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Viterbo, slitta la fine dei lavori all'ospedale di Belcolle

Massimiliano Conti
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Lo scorso aprile, in piena pandemia, inaugurando la struttura modulare alle spalle del pronto soccorso, il presidente della Regione Nicola Zingaretti aveva promesso la fine dei lavori per l’inizio del 2022. E invece per vedere la fine dei lavori dell’ospedale di Belcolle, attesa da mezzo secolo, i viterbesi dovranno attendere ancora. Quanto al momento la Asl non è in grado di dirlo. “Tempi certi non ne abbiamo mai dati”, fanno sapere dall’Azienda sanitaria, sottolineando la complessità di quello che è il più grande cantiere aperto oggi nella Tuscia. Dei rallentamenti sulla tabella di marcia tuttavia ci sono stati. Dovuti intanto alla necessità di rivedere alcuni aspetti funzionali all’interno del blocco A3, quello mai ultimato e interessato dai lavori, e poi anche a difficoltà di reperimento delle materie prime. Un problema, quest’ultimo, che negli ultimi mesi ha interessato tutto il settore delle costruzioni a livello mondiale.

Entrando nel dettaglio, l’esterno dell’edificio - come chiunque passando per la Sammartinese ha avuto modo di constatare - è stato ultimato e le impalcature smontate. La pelle del “serpentone” di Belcolle ricopre oggi anche il vecchio scheletro del terzo blocco. All’interno sono terminati i lavori all’ottavo piano, mentre negli altri le opere vanno avanti: “Gli operai non hanno mai smesso di lavorare - spiegano dalla Asl - e sono impegnati sopratutto nella realizzazione dei collegamenti interni tra il nuovo blocco e i reparti preesistenti”. Il che, per una struttura elefantiaca e labirintica come quella di Belcolle - ospedale figlio dei canoni architettonici, oggi superati, degli anni Settanta - rappresenta uno dei maggiori, se non il principale, problemi da affrontare. Delle varianti vere e proprie finora non si sono rese necessarie. Piuttosto degli aggiustamenti in corso d’opera, man mano che i lavori procedono, al fine di individuare le soluzioni migliori non solo dal punto di vista strettamente costruttivo ma anche logistico-sanitario: “I collegamenti - spiegano sempre dalla cittadella della salute - devono tenere conto anche degli aspetti organizzativi della struttura sanitaria nel suo complesso”.

Anche se dalla Asl non si sbilanciano sulla tempistica, la speranza resta comunque quella di vedere la fine dei lavori entro il 2022, a 40 anni dall’apertura del cantiere. L’importo complessivo delle opere, per la cronaca, è di oltre 11 milioni, finanziati interamente dalla Regione Lazio. Il progetto è stato rimaneggiato rispetto a quello originario ed adeguato ai nuovi standard di sicurezza. L’impresa appaltatrice, che si è aggiudicata la gara al termine di un iter lunghissimo funestato da ricorsi e contenziosi, è l’associazione temporanea d'impresa formata da Salc Spa e da Ircop spa, che si è affidata a ben dieci ditte subappaltatrici. Il nuovo blocco ospiterà circa 120 posti letto e sarà dedicato principalmente alla chirurgia. L’ottavo piano, quello già terminato, ospiterà l'ematologia per un totale 17 posti letto: 8 per il ricovero ordinario (ampliabili fino a 16) e 9 per il day hospital. Al settimo e al sesto piano ci saranno le piastre chirurgiche, al quinto la chirurgia d'urgenza. Il quarto piano ospiterà la cardiologia, con l'Utic (unità di terapia intensiva cardiologica) e l’emodinamica, mentre nella “pancia” del blocco A3 sta nascendo la nuova area materno-infantile. Al terzo piano troverà spazio un percorso nascita con il blocco parto e l’ostetricia, mentre al secondo, oltre alla pediatria, ci sarà un reparto di terapia intensiva neonatale. Infine, al piano terra verranno collocati tutti i laboratori, a cominciare da quello analisi.