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Elezioni a Viterbo, tra Arena e Marini è calato il gelo

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Tra Giovanni Arena e Giulio Marini è calato il gelo. Tanto che l’ex sindaco, sebbene continui a dire che si adeguerà alle decisioni di Forza Italia, intensifica gli appuntamenti con sostenitori e simpatizzanti. “Sabato - recita un comunicato firmato da un non meglio specificato Comitato elettorale - si è svolto il secondo incontro con gli amici che sosterranno Giovanni Arena nella prossima campagna elettorale. Gli appuntamenti - prosegue - continueranno nei prossimi giorni. Grande è l’entusiasmo che accompagna gli interventi dell’ex sindaco”. 

 


Arena è perciò ufficialmente in campagna elettorale. Perché una cosa è certa: lui ci sarà. Non sa, dice diplomaticamente a chi glielo chiede, se sarà candidato a sindaco o a consigliere, ma ciò non toglie che, in un modo o nell’altro, a Palazzo dei Priori ci voglia rientrare. Da qui i rapporti sempre più tesi con Marini, neo commissario azzurro incaricato, secondo i beniformati, di fargli fare un passo indietro. Tra i due ci sono state negli ultimi giorni discussioni molto accese, si parla di liti vere e proprie, anche se nessuno conferma. E’ invece sicuro che Arena non abbia affatto gradito le voci sempre più insistenti che vogliono il commissario alla ricerca di nuovi candidati a sindaco, come se, è il ragionamento che fa l’ex primo cittadino, la colpa di quanto accaduto fosse di chi è stato sfiduciato e non di chi ha firmato davanti al notaio Fortini. 

 


All’ex primo cittadino non va giù il tentativo di farlo passare per capro espiatorio della caduta del Comune. E ancor meno vanno bene i calcoli di quanti, da destra a sinistra, nell’ipotesi di intese di qualsivoglia natura che potrebbe stringere Forza Italia o al primo o al secondo turno, starebbero ponendo veti alla sua presenza in lista, considerata inopportuna a livello di immagine (un sindaco nel bene o nel male è il simbolo di ogni amministrazione) per chi si candida ad aprire un nuovo corso a Palazzo dei Priori.
Arena, stanti le ciniche regole che dominano la politica, percepisce di essere diventato suo malgrado un personaggio scomodo e non può accettarlo dato che, come non si stanca più di ripetere, è stato mandato a casa da chi in amministrazione deteneva gli assessorati più importanti (quindi la colpa del malgoverno addotto a motivo delle dimissioni andrebbe quantomeno divisa equamente) e in seguito a un riposizionamento di Forza Italia nello scacchiere politico locale (l’intesa con il Pd in Provincia) non certo deciso da lui. 

 


Si dice che a considerare inopportuna la riproposizione di Giovanni Arena sarebbe in particolare il Pd, laddove una parte di Forza Italia, oltre alla componente Romoli già in campo per formare una lista di appoggio al candidato dem, decidesse di virare a sinistra al ballottaggio nell’ipotesi di una corsa in solitaria al primo turno. Un’eventualità, questa, fortemente auspicata dal Pd e oltretutto sempre più accredita a destra a causa delle condizioni “capestro” che Fratelli d’Italia, Lega e Fondazione pongono agli azzurri per la loro riammissione al tavolo della coalizione: caduta dell’amministrazione Romoli in Provincia e niente più soliti noti tra i piedi. 
Si dice, infine, sempre dalle parti del centrodestra, che proprio alla luce di ciò, ossia dell’impossibilità per il neo commissario di accettare le condizioni poste, starebbe pensando di candidarsi a sindaco lo stesso Marini. Che avrebbe così mano libera per firmare poi l’apparentamento col Pd al ballottaggio.
E’ chiaro come tutti questi ragionamenti non possano sfuggire ad Arena.