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Viterbo, no al biodigestore a Civitavecchia. Il vice sindaco di Tarquinia: “Basta scempi sulla nostra pelle”

Anna Maria Vinci
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Biodigestore a Civitavecchia “No grazie”. Anche l’amministrazione Giulivi presente alla manifestazione che si è svolta ieri, sabato 26 febbraio, a Civitavecchia. A rappresentare la cittadina dal punto di vista istituzionale il vicesindaco Luigi Serafini. “Con lo slogan 120.000 tonnellate di No” si è svolta la manifestazione lungo il viale civitavecchiese. Il vicesindaco tarquiniese Serafini: “Come Tarquinia non potevamo non essere presenti – riferisce – perché quando si parla di ambiente e di un impianto che va a colpire il nostro territorio non si può ragionare sulla base di confini comunali o provinciali, ma sula base di un comprensorio che è pienamente coinvolto dalle scelte che si compiono a pochissimi chilometri dalla cittadina”.

 

“Quando noi scendiamo in piazza e ci opponiamo all’installazione di un impianto come questo, - continua il vicesindaco - ci accusano sempre di soffrire della sindrome di Nimby (No nel nostro giardino). Ebbene, a questa accusa noi rispondiamo sì. Abbiamo questa sindrome perché nel nostro giardino ormai non c’è più posto per nulla è totalmente occupato da impianti e quindi da scempi fatti sulla nostra pelle”. Si ricorda infatti che a Civitavecchia vi sono ben 2 centrali, dei quali una a carbone e che per la centrale dismessa di Montalto di Castro, si paventano progetti non meno impattanti. “Quindi, non siamo più disponibili ad accettare impianti del genere e tanto più di questa portata: per il biodigestore parliamo infatti di un impianto di 120.000 tonnellate all’anno di rifiuti che verranno portati in questo impianto. – continua Serafini - Non è ammissibile per un territorio nelle nostre condizioni”.

 

Presenti alla manifestazione oltre a Tarquinia, in rappresentanza dei comuni il sindaco di Civitavecchia , il sindaco di Allumiere, per il comune di Santa Marinella l’assessore Gaetani, Tolfa, l’onorevole Battillocchio. “Si sono visti pochi consiglieri regionali – continua Serafini – perché il problema arriva proprio da lì. Il piano dei rifiuti regionale, tanto doveva tutelare il territorio, che non lo tutela affatto. Infatti, c’è spazio per questo genere di impianti e la cosa assurda secondo me, ma anche secondo tutti i partecipanti, è che in Conferenza dei Servizi c’è stato il no della Asl, del Comune di Civitavecchia e della Soprintendenza. Ebbene, in detta conferenza, gli è stato risposto che il loro parere non era vincolante. Quindi, la conferenza dei servizi può passare sopra a tutti i pareri anche delle istituzioni e di chi vuole preservare la salute dei cittadini”.