Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, carnevale. A Ronciglione una triste festa per i bambini

Esplora:

Elisabetta Giovanforte
  • a
  • a
  • a

Ronciglione, un giovedì grasso, quello del 24 febbraio, da veri e propri tempi di guerra. Tristissimo, nel paese del Carnevale. Le bandierine appese, qualche bambino mascherato il pomeriggio in viale Garibaldi, la banda Alceo Cantiani che di sera ha fatto il giro di quei pochi bar aperti ed ha intonato il “Saltarello” in piazza Vittorio Emanuele per quei pochi presenti, dal volto triste, vuoi per la pandemia e vuoi per i freddi venti di guerra dei Balcani.

 

 

“Era meglio non fare niente”, ha commentato a testa bassa Andrea, un giovane uscito da casa dopo cena perché spinto dalle note della banda. E’ verissimo, si doveva far finta che non era la ricorrenza dell’inizio del Carnevale anche se, qualche giorno prima che iniziasse la guerra in Ucraina, dal Palazzo, l’amministrazione aveva già rinviato i festeggiamenti al mese di maggio, con un palinsesto ancora da studiare nei dettagli, per “uscire” vincitori dalla pandemia, si era detto, dopo due anni di stop alle feste pubbliche. Ora la guerra, vicino casa nostra.

 

 

Nel lontano 1991, la guerra del Golfo, sconvolse il Carnevale, rinviato al mese di aprile, si disse, per neve, ma il diavolo si sa, fa le pentole e non i coperchi, anche in aprile, nevicò, fino ai primi giorni di maggio. C'è un proverbio che recita così “passato il Santo, finita la festa”.