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Viterbo, minacce di morte ai vicini che chiedono di abbassare la musica. A processo in sei

V. T.
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Disturbavano i vicini di casa con musica ad alto volume e karaoke in piena notte e li minacciarono di morte all’arrivo dei carabinieri. A processo sono finiti 6 imputati, originari dello Sri Lanka. Ieri, 25 febbraio, in aula sono state sentite le parti offese, madre e figlio, che hanno riepilogato la vicenda risalente al 2014.

 

“Noi abitavamo al secondo piano e loro al primo – ha spiegato l’80enne-. Si ubriacavano e tenevano lo stereo acceso fino alle 2 e 3 di notte. Dormire era impossibile perché cantavano anche a squarciagola. Non abitavano tutti in quella casa, alcuni erano ospiti. Mio figlio spesso li riprendeva per il baccano, la mattina doveva alzarsi presto per andare a lavorare. Poi una sera chiamammo i carabinieri e si scatenò un gran putiferio. Ricordo che quando arrivarono i militari uno di loro mi disse ‘scendi che ti ammazzo’, ma c’era talmente tanta confusione che non so dire chi fosse quest’uomo”.

 

In seguito ha deposto il figlio dell’anziana che ha raccontato delle minacce subite. “Un uomo mi minacciò facendo il gesto di tagliarmi la gola – ha riferito il 55enne-. Il tutto avvenne davanti ai carabinieri che nel frattempo erano intervenuti”. Il dibattimento, che si sta celebrando davanti al giudice Roberto Colonnello, ormai prossimo alla prescrizione, riprenderà il 16 maggio.