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Viterbo, operaio simula incidente stradale per nascondere infortunio sul lavoro. A processo imprenditore

Valeria Terranova
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Finse un incidente stradale per nascondere un sinistro avvenuto sul lavoro. É ripreso con la testimonianza della vittima il processo a carico di un imprenditore 68enne, originario della provincia di Rieti, accusato di simulazione di reato e omissione di soccorso e fuga. Il 25 giugno del 2015 la parte offesa, un operaio 48enne, di nazionalità romena, fu ritrovato sull’asfalto da un passante che per caso transitava in una strada nei pressi di Vetralla. L’automobilista lo trasportò di corsa all’ospedale di Belcolle dove gli vennero riscontrate fratture al bacino, alle gambe e a una mano.

 

La versione del manovale, che da principio riferì ai sanitari di essere stato travolto da un’auto non convinse sulla scorta degli accertamenti medici e, messo all’angolo, il 48enne confessò che in realtà aveva avuto un infortunio mentre lavorava e che fu persuaso a fornire un’altra verità. Secondo le ricostruzioni, infatti, l’imprenditore non avrebbe agito da solo ma in concorso con un 39enne, anch’egli romeno, il quale aveva il compito di reclutare nuovi dipendenti, approfittando del loro stato di necessità. Nello specifico, stando alle ipotesi accusatorie, i due uomini, ai quali vengono contestati gli stessi reati, avrebbero cercato di convincere il dipendente, assunto in nero, a dichiarare il falso ai sanitari del pronto soccorso, riconducendo le lesioni riportate in ambito lavorativo a un infortunio stradale.

 

Gli impiegati della cooperativa di Blera gestita dal 68enne sarebbero stati sottopagati e sfruttati e si sarebbero visti decurtare del 50% la paga giornaliera. Giovedì il 48enne, costituitosi parte civile con l’avvocato Luigi Mancini, ha raccontato in aula quanto successe quel giorno, dichiarando di essere caduto da un camion e di essere stato lasciato dal 39enne connazionale in un capannone per un’ora e mezza. Il 39enne accorgendosi del peggioramento delle condizioni della vittima, che aveva un braccio gonfio e non riusciva a camminare chiamò il 118 riferendo che il 48enne era stato coinvolto in un sinistro stradale. 
Inizialmente il procedimento fu aperto solo nei confronti del 68enne nell’attesa che venisse rintracciato il 39enne, che all’epoca risultava irreperibile. Dall’udienza preliminare in poi i filoni giudiziari percorsero binari paralleli salvo poi essere sospeso dal giugno del 2018 all’ottobre del 2020 soltanto quello rimasto in ballo e che riguarda nello specifico il 39enne, al quale solo successivamente è stato notificato il decreto del rinvio a giudizio e che è ora rappresentato dall’avvocato Walter Pella.  Il dibattimento che si sta celebrando davanti al giudice Francesco Rigato riprenderà a novembre.