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Viterbo, vìola l'obbligo di dimora per giocare a calcio. Il giudice lo assolve

V. T.
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Tra il 2016 e 2017 violò per tre volte l’obbligo di dimora a Roma per andare a giocare delle partite di calcio in trasferta nella Tuscia: assolto l’allora capitano del Montespaccato Savoia. Si tratta di Tiziano Gambacurta, 44enne, a giudizio davanti al Tribunale di Viterbo per non aver osservato il provvedimento disposto nei suoi riguardi. 
L’uomo 6 anni fa era il leader della squadra calcistica di serie D, fondata dagli anni Sessanta dalla sua famiglia. Secondo le accuse formulate dagli inquirenti, l’ex guida del team dilettantistico non avrebbe rispettato il provvedimento di obbligo di dimora nella capitale. 

 

Il calciatore sarebbe stato rintracciato dai carabinieri il 9 ottobre del 2016 a Vignanello, il 16 ottobre del 2016 a Ronciglione il 2 aprile del 2017 a San Lorenzo Nuovo. Il quarantenne, stando alle cronache, non rispettò la misura cautelare anche a novembre del 2016 per prendere parte a un match a Canale Monterano. In quell’occasione però i militari della compagnia di Bracciano lo attesero negli spogliatoi e lo arrestarono: l’uomo fu trasferito presso il penitenziario di Civitavecchia.

 

Ieri in aula è stato sentito il presidente di una polisportiva, la cui deposizione non è stata sufficiente a chiarire i contorni delle contestazioni mosse a carico dell’uomo. In conclusione della requisitoria il pm ha avanzato un’istanza di assoluzione, ritenendo che dalla fase istruttoria non fossero emerse prove che determinassero la sussistenza del reato e la penale responsabilità dell’uomo. Al termine della camera di consiglio, il giudice Francesco Rigato ha assolto il 44enne dalle accuse.