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Viterbo, elezioni comunali. Idea Antonella Sberna per ricompattare il centrodestra

R. V. 
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Novità nel centrodestra, la cui eventuale riunificazione non è più vista come un miracolo, ma addirittura data, da qualche giorno, come altamente fattibile. Risultato: Forza Italia potrebbe essere riammessa al tavolo di FdI, Lega e Fondazione, come auspicato dal commissario Giulio Marini.
Ma ripartiamo dal principio. Subito dopo la caduta della giunta Arena, si parlava di un patto di ferro tra gli azzurri e il Pd di Enrico Panunzi che prevedeva, come contropartita per l’elezione di Alessandro Romoli (FI) a presidente della Provincia, l’appoggio forzista al candidato sindaco dem, Alessandra Troncarelli. Con possibilità, per Forza Italia, di ottenere l’anno prossimo un assessore esterno in Regione, nella persona dello stesso Marini, in caso di vittoria del centrosinistra. Tutto sulla scia di un più ampio accordo tra il segretario regionale dem, Bruno Astorre, e il senatore azzurro Claudio Fazzone.

 

Ma le cose sono cambiate da quando FI ha capito di non poter abbandonare il centrodestra. Laddove, apparendo ormai difficile il cambio della legge elettorale in chiave puramente proporzionale, Silvio Berlusconi ha fatto sapere di non voler mollare gli alleati e anzi di voler per ricompattare la coalizione. E’ partita da qui la metamorfosi di Marini, il quale si è messo adesso a contrastare i venti di scissione avendo peraltro realizzato che la riappacificazione, con un Mauro Rotelli che non intende mollare il Parlamento, sarebbe più facile del previsto candidando a sindaco Antonella Sberna. Si spiega così il nervosismo di Alessandro Romoli, che, dovendo saldare il debito politico contratto con il Pd di Panunzi per la sua elezione, negli ultimi giorni sta indurendo la linea contro Lega e FdI, cercando a tutti i costi lo strappo. 

 

 

In sintesi, la geografia degli azzurri sarebbe al momento la seguente: da una parte Romoli e gli ex consiglieri Isabella Lotti e Elpidio Micci che vogliono la rottura per andare a sinistra; dall’altra Antonella Sberna che vuole restare a destra; e infine Marini e Muroni, che da falchi sono diventati agnellini per scongiurare la spaccatura del partito. Da notare che l’ostinazione con cui Romoli insegue la rottura fa presagire che adesso sia lui, al posto di Marini, a puntare alla Regione con il sostegno del Pd.
Tutto questo stato di cose fa saltare i piani in casa dem, dove è caccia ai candidati. Caccia che dimostrerebbe difficoltà a chiudere le liste. I motivi sono molteplici: 1) rispetto al 2018 mancherebbero molte adesioni di dipendenti Asl (allora il Pd era all’inizio del governo regionale e oggi alla fine, per cui medici e infermieri adesso hanno paura di esporsi); 2) dopo il congresso di Azione, dove Calenda ha detto no ai 5S, Barelli ha dovuto far marcia indietro sul sodalizio con Erbetti. Impossibile, per lui, proporre una lista di appoggio al Pd insieme ai grillini e molto difficile chiuderne una solo di Azione; 3) dal canto loro, i 5S, sempre più isolati e ridotti a ruota di scorta del Pd, non riescono a trovare candidati; 5) le politiche dem su acqua e ambiente hanno allontanato la sinistra radicale, che ora guarda con sospetto il rinnovato interesse verso il loro mondo. Da considerare infine l’uscita dal partito di Luisa Ciambella (componente moderata). E a proposito della ex vicesindaca negli ultimi giorni sono circolate voci di un suo passaggio in FI, che la diretta interessata non esita a definire folli. Sicuramente messe in giro apposta per intorbidire ancora di più le acque.