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Viterbo, scuola. Studenti e sindacati in coro: "Basta con il doppio turno"

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Alle superiori è tempo di archiviare gli orari scaglionati e di tornare all’ingresso unico alle 8 del mattino. Lo gridano in coro sia gli studenti viterbesi che i sindacati. 
Secondo la Uil Scuola il 1 aprile prossimo potrebbe essere la data del ritorno alla normalità dopo due anni di restrizioni. “Lo stato di emergenza terminerà il 31 marzo e il governo non sembra intenzionato a prorogarlo ulteriormente – nota la segretaria provinciale Silvia Somigli -. Sarebbe opportuno che le istituzioni avviassero un confronto con i sindacati per iniziare un confronto insieme al prefetto, all'ufficio scolastico regionale, ai dirigenti scolastici e agli studenti, al fine di porre le basi per un graduale ritorno alla normalità nelle scuole della provincia di Viterbo e di tutto il Lazio.” 

 

In particolare, vista anche la generale adesione alla campagna vaccinale da parte degli studenti over 12 e la conseguente diminuzione dei contagi, sottolinea il sindacato, andrebbe ripristinata dall’inizio di aprile “un'unica fascia di ingresso per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, affinché vengano meno i notevoli disagi di cui gli stessi alunni, le famiglie e il personale della scuola hanno dovuto farsi carico dall'inizio di questo anno in presenza”.  Ovviamente “sarà necessario garantire le necessarie misure in materia di salute e sicurezza”. 
Sulla stessa linea, gli studenti, che proprio lunedì hanno festeggiato (si fa per dire) i quattro mesi trascorsi da quando riempirono le piazze di Viterbo proprio per l’abolizione degli orari scaglionati. Secondo i rappresentanti degli istituti “è il momento di agire” perché un’ulteriore attesa sarebbe “sinonimo di indifferenza”. 
“È devastante notare, giorno dopo giorno, il disinteresse manifestato da tutti quegli organi che ci avevano dimostrato empatia e disponibilità per un ritorno all’orario unico”, scrivono in una nota i rappresentanti degli istituti Colasanti (Alessandro Esposito, Luca Tallarico, Nicholas Verginis e Paolo Del Chiù), Ruffini (Teresa Pianella), Midossi (Tommaso Saladino Medici, Giorgia Ben Salem, Francesco Pagnozzi; Orioli (Stefano Maggini e Lorenzo Capalti), Dalla Chiesa (Sara Cerica), Paolo Savi (Francesco Gasbarri), Buratti (Bianca Piergentili e Fausto Randazzo) e Santa Rosa (Noemi Santini e Dario Crespo Sanz). 
Durante i tavoli di confronto svolti il 29 ottobre e il 9 novembre in prefettura, si era concordato il ritorno all’orario unico di ingresso alle 8, poi risultato inapplicabile per l’impennata dei contagi. “Abbiamo apprezzato la volontà di assecondare le nostre richieste da parte del prefetto anzitutto, poi dell’ex presidente della Provincia, Cotral, Atac, Francigena, Ufficio scolastico provinciale e istituzioni preposte. Quella volontà, tuttavia, non si è tradotta in realtà – continuano gli studenti -. Il nostro sacrificio, già eccessivo, ora è diventato insopportabile: il rendimento scolastico e il tempo libero sono diminuiti, la richiesta d’aiuto psicologico è aumentata, mentre si aggravano i casi di disturbi alimentari. Per non parlare, oltretutto, dell’esame di maturità, che, oltre a non essere adeguato, a causa dei tre anni di dad alternata a brevi periodi in presenza, ha destabilizzato numerosi studenti”. 

 

I rappresentanti degli istituti sottolineano come le linee guida nazionali tendano a un ritorno alla normalità, a differenza del forte immobilismo che colpisce invece l’intero mondo scolastico. “Le ipocrisie sono ormai all’ordine del giorno: riapertura delle discoteche ma green pass negli autobus, decine di studenti che pranzano in aule ristrette ma persistenza del doppio turno di ingresso, eliminazione dell’obbligo di mascherine all’aperto ma impossibilità di uscire dalle classi a ricreazione. In un periodo nel quale sta per essere eliminato, addirittura, l’obbligo di mascherine al chiuso – concludono à l’unico ambiente in cui, paradossalmente, aumentano le restrizioni, è la scuola”.