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Al Comune di Viterbo l'acqua costa 4,7 milioni

Massimiliano Conti
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L’acqua grava come un gigantesco macigno sulle casse del Comune di Viterbo. Stavolta però non c’entrano Talete e il suo debito milionario che - in caso di fallimento della società - rischia di far saltare in aria i bilanci dei soci, e in particolare del maggior azionista. C’entra invece la spesa idrica, che ammonta a 4 milioni e 754 mila euro l’anno. In valori assoluti è la più alta in Italia dopo Catanzaro (8 milioni e 165 mila euro) e dopo Roma (con oltre 100 milioni di spesa il Campidoglio fa però storia a sè), tanto che è proprio questa voce fuori controllo a determinare il rating pessimo della città dei papi, al 93° posto in Italia nella classifica della spesa pubblica. E’ quanto emerge dall’ultimo report realizzato per l’agenzia Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, che ha stilato una graduatoria dei costi di energia elettrica, acqua e gas sostenuti nel 2020 dai Comuni capoluogo di provincia per il mantenimento delle loro strutture.

Per trovare una spesa idrica in grado di competere con quella viterbese bisogna risalire la classifica fino alla trentesima posizione, dove troviamo Torino, che però conta 886 mila abitanti a fronte dei 67 mila di Viterbo, tant’è che il rating del capoluogo piemontese è una rispettabilissima doppia A. Per quanto riguarda il gas, la spesa a Viterbo è stata nel 2020 di 195.613 euro, del tutto nei limiti, come dimostra la tripla A ottenuta nel rating. Quella dell’energia elettrica è stata di 648.862 euro, anche in questo caso nella norma (rating AA). E’ invece la spesa per l’acqua, come detto, il fardello che fa sprofondare il capoluogo della Tuscia nei bassifondi della classifica, con un rating C, il più basso. Peggio di Viterbo, nella spesa pubblica, in Italia fanno solo Catanzaro e Palermo, rispettivamente al 95° e al 96° posto. Seguono una quindicina di comuni - da Terni a Napoli, da Nuoro a L’Aquila - non classificati per mancanza di dati. Come spiega l’Adnkronos, i costi sono stati valutati da un algoritmo del Centro studi della Fondazione Gari tenendo presente il modello virtuale di riferimento per un determinato territorio. La Regione Lazio, intesa come istituzione, non è da meno del Comune di Viterbo. L’ente amministrato da Nicola Zingaretti ha sborsato nel 2020 2 milioni e 335 mila euro in bollette dell’acqua per le sue strutture a fronte della spesa di un milione e 722 mila euro del 2019, ottenendo il rating C, il più basso tra le venti regioni. Due milioni e 335 mila euro sono comunque la metà di quanto spende il Comune di Viterbo. Da cosa dipenda questo sperpero idrico della città dei papi è difficile dirlo, e resta difficile pure imputare solo al caro tariffe costi così astronomici. Sarebbe interessante capire allora quale uso viene fatto della risorsa idrica da parte di Palazzo dei Priori. Numeri alla mano, di sicuro non oculato.

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, la regina della spesa pubblica è Parma. La città amministrata da Federico Pizzarotti si è guadagnata il massimo dei voti per quanto riguarda tutte e tre le voci di spesa: 619 mila 944 euro la spesa per l’energia elettrica, 156 mila 369 euro per le bollette dell’acqua, 215 mila 801 euro per il gas. Completano la top ten dei capoluoghi più virtuosi Reggio Emilia, Rovigo, Brescia, Pesaro, Pordenone, Sassari, Catania, Pescara e Carbonia. Tra le Regioni, nella parte alta della classifica per quanto riguarda la spesa idrica, troviamo la Calabria, con 2 mila 97 euro spesi in bollette per l’acqua; la Lombardia, con una spesa di 94 mila 360 euro e il Veneto, con appena 59 mila 363 euro spesi nel 2020.