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Viterbo, spaccio. Nigeriano sorpreso a vendere hashish: condanna ed espulsione

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Confermata la condanna per il nigeriano di 27 anni che fu arrestato all’inizio del 2020, poco prima dello scoppio della pandemia, mentre stava cedendo hashish a un coetaneo italiano. La corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello del 25 novembre che aveva confermato il verdetto del Tribunale di Viterbo al termine del processo con rito abbreviato risalente al 10 luglio di quell'anno. Per l'uomo dunque è stata confermata la pena di 8 mesi, 1.200 euro di multa e l'espulsione dal territorio italiano una volta terminato di scontare la pena.

 

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Viterbo lo arrestarono il 22 gennaio del 2020 sorprendendolo al termine di un servizio di pedinamento mentre vendeva droga ad un giovane del capoluogo. L’azione di spaccio fu bloccata dai carabinieri, che intervennero ed arrestarono lo spacciatore sequestrando la dose di hashish in vendita per un peso di 7 grammi. Subito dopo i carabinieri estesero la perquisizione presso l’ abitazione dello spacciatore e trovarono altri 17 grammi di hashish e 18 di marijuana. Tutta la droga fu sequestrata, e lo spacciatore arrestato è stato tradotto presso le camere di sicurezza della compagnia di Viterbo.

 

 

Si è sempre difeso sostenendo di essere lui il compratore e l’altra persona trovata in compagnia quella sera lo spacciatore. Ma anche i giudici di Cassazione hanno dato conferma alla tesi dell’accusa - che si basa sui verbali dei carabinieri e sulle testimonianze degli operanti - secondo la quale quella sera fu proprio il nigeriano a cedere l’hashish al ragazzo. Ora la pena è diventata definitiva.