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Viterbo, scavi per fibra internet. "Stanno facendo un disastro"

Roberto Pomi
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Una città con Internet sicuramente più veloce ma con le strade, anche quelle recentemente asfaltate, fortemente compromesse da scavi e ripristini che sembrerebbe più corretto definire “sommari”, piuttosto che a regola d'arte, come invece dovrebbe essere. I cantieri per la realizzazione della rete Internet in fibra, condotti da aziende private operanti nel settore e vincitrici di appalti nazionali, non stanno portando buoni frutti nel capoluogo. Tanti i disagi, mentre i residenti di interi quartieri lamentano importanti criticità, manifestando non poca preoccupazione per quello che sta accadendo in molte zone.

Un grido di allarme forte è arrivato, in questi giorni, da via Tuscia. Si tratta di una strada di raccordo tra l’area del cimitero di San Lazzaro e la zona che ospita l'area commerciale di via Garbini. Qui è attivo, da diverse settimane, un cantiere di scavo e posa in opera dei cavi di rete Internet. La zona era stata asfaltata in tempi recenti ed è già tutto un colabrodo. Le transenne delimitano i punti interessati dagli scavi e il disastro è sotto gli occhi di tutti. “Il danno che stanno facendo alla città è notevole. Si fa tanta fatica per asfaltare le strade, se poi anche quelle rifatte vengono distrutte in così poco tempo è un problema”: questo è quanto un gruppo di residenti di via Tuscia vuole puntualizzare.

I cittadini lamentano una maniera ritenuta discutibile di operare da parte di chi sta eseguendo i lavori. “Nel nostro condominio potevano procurare ingenti danni - continuano i residenti -. Per fortuna siamo riusciti a gestire la situazione e le condizioni meteorologiche non sono state sfavorevoli, altrimenti avremmo subito un allagamento con liquami fognari nei garage”. Si sono verificati diversi episodi di attrito e discussione tra i residenti e i lavoratori impegnati nell’azione di interrare i cavi della fibra. Un fenomeno non certo positivo. La preoccupazione maggiore, però, riguarda le azioni di ripristino, in molti casi almeno discutibili nella qualità dell’esecuzione. In un capoluogo di provincia dove si fa tanta fatica, per ragioni di ristrettezza dei bilanci, a organizzare un’attività regolare di manutenzione del manto stradale, questi cantieri rischiano di rappresentare una sorta di colpo di grazia. In molti si domandano perché interventi così impattanti non siano stati programmati in maniera intelligente in accordo con il calendario delle asfaltature. Della serie: ha senso mettere a nuovo l’asfalto di una intera via e poi riempirlo di scavi e interventi?