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Viterbo, rapina alle poste di Canino. Perizia psichiatrica per Bruno Laezza

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Nominato il perito che si occuperà di svolgere una perizia psichiatrica su Bruno Laezza, il settimo membro della banda che rapinò l’ufficio delle posta di Canino il 28 novembre del 2020, l’unico ad aver scelto il rito ordinario. L’imputato 37enne è comparso in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, assistito dall’avvocato Enrico Zibellini, il quale a novembre 2021 ha chiesto che il proprio assistito fosse sottoposto a perizia psichiatrica. L’incarico è stato affidato al medico legale Daniele Piergiovanni, che ha chiesto di essere affiancato da uno specialista in psichiatria.

 

 

Il collegio commissionerà il compito al secondo esperto il prossimo 23 febbraio, il quale supporterà Piergiovanni nello svolgimento delle operazioni peritali. Al medico-legale è stato chiesto di accertare se il 37enne sia capace di intendere e di volere, di partecipare al processo e se sia socialmente pericoloso, sulla base della documentazione medica, nello specifico neurologica, presentata dalla difesa che riguarda dei deficit cognitivi certificati a seguito di un incidente risalente al 2003 e se tali problematiche abbiano o meno inciso all’epoca dei fatti in contestazione. 

 


 

Appena 3 mesi fa sono stati condannati con rito abbreviato gli altri 6 rapinatori, i quali insieme al 37enne misero a segno un colpo da diverse migliaia di euro, somma su cui ancora aleggia il mistero. A Massimiliano Ciocia, ex direttore della filiale, sono stati inflitti 4 anni e 8 mesi, a Roberto Gallo 4 anni, a Riccardo Carloni Modesti 5 anni, a Christian Lanari 5 anni, e a Domenico Palermo e Daniele Casertano 5 anni e 8 mesi ciascuno.
Laezza farebbe parte dei tre autori materiali della rapina. In particolare, il 37enne avrebbe fatto da palo insieme a Gallo, attendendo in una Lancia Ypsilon rossa che Carloni Modesti facesse irruzione nella sede di piazza Garibaldi intorno all’ora di pranzo, travestito da corriere espresso e con in mano una scacciacani acquistata su internet. Carloni Modesti con la connivenza dell’allora direttore riuscì a impossessarsi del bottino per poi darsi alla fuga insieme ai due complici che lo aspettavano a bordo dell’utilitaria rossa, che venne individuata dagli investigatori attraverso le registrazioni delle telecamere del sistema di videosorveglianza installate in zona. Le indagini si chiusero con gli arresti dell’8 dicembre 2020 e con i successivi del 25 gennaio 2021. I primi a finire in manette furono Ciocia, Lanari, Palermo e Casertano; a seguire Gallo, Laezza e Carloni Modesti.