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Viterbo, emergenza tombe. Mancano i loculi al cimitero di Tarquinia

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Emergenza tombe, il Cimitero monumentale San Lorenzo è al completo, la giunta Giulivi avvia una “Ricognizione delle concessioni cimiteriali e la verifica della consistenza delle sepolture private” visto lo stato emergenziale al via provvedimenti urgenti. L’amministrazione sottolinea come allo stato attuale siano disponibili soltanto 10 sepolture a fronte di una media di decessi annui di 210, (media calcolata nel 2017-2021). “A fronte di tale grave situazione – scrive ’amministrazione - non risulta possibile provvedere tempestivamente né con un ampliamento dello stesso, né con la costruzione di un il recupero di aree cimiteriali atte a garantire i luoghi di sepoltura, a salvaguardia dell’igiene pubblica”, per questo motivo la giunta, preso atto che la normativa non può nemmeno concedere a privati o ad enti l’uso di aree per la costruzione di sepolture a sistema di tumulazione individuale, incarica l’assessorato ai lavori pubblici e gli uffici preposti alla ricognizione e al recupero di loculi e concessioni e dei sepolcri abbandonati.

 

Le concessioni infatti sono a tempo determinato e di durata di 99 anni, salvo rinnovo; mentre le concessioni a tempo determinato di durata eccedente ai 99 anni, rilasciate prima del 21 ottobre 1975, possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma.

 

 

“La possibilità di revoca delle concessioni cimiteriali, sono subordinati alla duplice condizione: che siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma e che si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno si applica sia alle concessioni a termine, che alle concessioni perpetue nel caso di sepoltura privata abbandonata per incuria, o per morte degli aventi diritto.Quindi, il comune può provvedere alla loro rimozione, previa diffida ai componenti della famiglia concessionaria. Tutte le concessioni perpetue sono soggette alla ricognizione trentennale, per constatare l’esistenza in vita del concessionario o dei suoi cari. Quando, invece, un sepolcreto si trovi in stato di abbandono indecoroso ed il concessionario o i successori non provvedono alle opere di restauro, si provvederà alla revoca della concessione e del rientro gratuito al comune del sepolcreto, dopo la notifica agli interessati, o, quando questi non siano conosciuti, verrà apposto l’avviso per 30 giorni all’albo pretorio del Comune. I resti mortali  esistenti nella tomba recuperata saranno a cura del Comune raccolti in appositi loculi con l’indicazione della famiglia alla quale la tomba apparteneva.