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Viterbo, vino. Forbes esalta l'Aleatico di Gradoli

Daniela Venanzi
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E’ una rivista americana specializzata in economia. Si chiama Forbes ed è famosa a livello mondiale per le sue classifiche e liste. Ha pertanto suscitato stupore e orgoglio scoprire al suo interno una pagina dedicata alla terra di Tuscia, nello specifico al vino Aleatico di Gradoli. L’articolo, a firma della giornalista Susan H. Gordon, è accompagnato da una bellissima foto di una vista lago del paese.

 

A darne notizia è stato lo stesso Comune di Gradoli che ha reso partecipe la cittadinanza attraverso un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook. “L’Aleatico - scrive Forbes - dal colore intenso e profumato, è una delle cultivar (nome con cui si indicano le varietà agrarie di una specie botanica ndr) più antiche d’Italia. E’ stato anche a lungo trasformato in vini dolci. Nella storia più recente, l’Aleatico dolce, coltivato vicino ai bianchi freschi romani, ha ottenuto più attenzione del suo omologo settentrionale: nell’edizione del 1979 de I Vini d’Italia, Cyril Ray descrive un Aleatico di Viterbo come fatto dalla stessa uva dell’Aleatico di Genzano, ma dall’altra zona vinicola della regione vicino al lago di Bolsena, al confine settentrionale del Lazio con Umbria e Toscana”. Forbes si addentra poi nelle origini più antiche del noto vino e descrive con dovizia di particolari le altitudini in cui nasce e la sua origine vulcanica: “L’Aleatico era apprezzato dai Romani, anche se le origini della cultivar sono dibattute, scrive l’esperto di vini italiani Ian D’Agata in Native Wine Grapes of Italy”. Insomma, una pagina in cui Forbes cita in un articolo quando e dove trae origine il vino e parla anche dei numerosi riconoscimenti che il pregiato vino ha ottenuto grazie alle caratteristiche del suo territorio. 

 

“Sì - spiega il primo cittadino di Gradoli Attilio Mancini - abbiamo notato la rivista e l’abbiamo resa nota perché dobbiamo essere orgogliosi di questa nostra specialità. Tra l’altro, all’interno dell’articolo si parla anche dei nostri fagioli del purgatorio, altra eccellenza gastronomica di cui essere fieri, e delle bellezze paesaggistiche di tutto il territorio. E’ una soddisfazione enorme, in considerazione della risonanza a livello mondiale della rivista Forbes. Ci tengo con l’occasione anche a sottolineare - conclude il sindaco - che dobbiamo favorire l’intero comprensorio che insiste intorno al lago di Bolsena. Sono una fautore di questo. Inutile coltivare ognuno il proprio orticello, Montefiascone il suo, Bolsena il suo, l’unione fa la forza e prima lo capiremo noi amministratori, prima otterremo grandi risultati dal punto di vista turistico”.