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Viterbo, licenziamento illegittimo. Il Comune di Civita Castellana pagherà l'ingegnere

A. P.
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L’ attuale amministrazione comunale di Civita Castellana perde la causa contro il suo ex dipendente, Ottavio Raggi. L’ingegnere Raggi era stato assunto il primo agosto 2019 durante la giunta guidata dall’ex sindaco Franco Caprioli, in qualità di responsabile dell’Area Tecnica IV che si occupa di ecologia, ambiente e manutenzione del patrimonio immobiliare.  Il 25 giugno 2020 a Raggi venne però revocato l’importante incarico tecnico, con una lettera inviata dal funzionario responsabile del personale, come conseguenza delle dimissioni del sindaco Franco Caprioli. 

 

Di fronte a tale provvedimento amministrativo Ottavio Raggi, considerandolo illegittimo, decideva di impugnarlo davanti al giudice del lavoro di Viterbo contestando il fatto che le dimissioni del sindaco Caprioli non determinassero automaticamente la cessazione del suo rapporto lavorativo. Inizialmente il ricorrente aveva cercato di ottenere la revoca in via bonaria. Ma la richiesta di reintegro non veniva accolta dall’amministrazione civitonica. Pertanto Raggi decideva di agire giudizialmente. 

 


Il procedimento si è concluso con l’accoglimento della domanda dell’ex dipendente comunale da parte del giudice del lavoro, Mauro Ianigro, del Tribunale di Viterbo che ha dichiarato “ l’illegittimità del provvedimento di revoca del’incarico ricoperto dal ricorrente , ex art. 110 comma 1 Decreto Legislatitvo n° 267/2000”.
In base a questa sentenza l’attuale Amministrazione comunale di Civita Castellana, costituitasi in giudizio, è stata condannata a pagare all’ingegnere Ottavio Raggi le somme per le retribuzioni ed indennità dei mesi non percepiti. 
Il difensore dell’ex funzionario tecnico, avvocato Alberto Parroccini, dichiara: "E’ stato affermato, in linea con l’orientamento giurisprundenziale più recente, un principio di diritto molto importante sulla durata dei contratti tra gli enti locali e professionisti esterni, assunti in caso di carenza di personale interno, che non può essere inferiore ai tre anni. Il rapporto di lavoro non deve essere legato alla durata del mandato sindacale che, per vari motivi, potrebbe cessare anzitempo. In tal modo il tribunale di Viterbo ha voluto ribadire l'illegittimità della decadenza automatica degli incarichi a tutela dei principi sanciti dall'articolo 97 della Costituzione del buon andamento, imparzialità e continuità dell'azione amministrativa”.