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Troppi danni all'agricoltura, il Comune di Tarquinia dichiara guerra alle nutrie

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Le nutrie rappresentano un pericolo per l’agricoltura: l’assessore Luigi Serafini e l’amministrazione Giulivi commissionano all’agronomo Paolo Viola la predisposizione di un piano di controllo demografico non conservativo della specie nutria (Myocastor coypus) che sarà presentato dall’Atc Viterbo (Ambito territoriale Caccia) il 25 febbraio al “Tavolo Verde” costituito dal comune e dove sono parte attiva tutte e rappresentate tutte le cooperative agricole locali, le associazioni di categoria, il Bio distretto Met, l’Università della Tuscia e l’istituto Cardarelli. “Le nutrie sono diventate un vero problema – dichiara l’assessore all’agricoltura Luigi Serafini – e per venire incontro alle esigenze di tanti agricoltori”. 

 


“Il proliferare delle nutrie – spiega ancora l’assessore Serafini - come ci hanno segnalato sia le cooperative, sia i singoli agricoltori e anche il consorzio di bonifica, stanno procurando danni sia alle infrastrutture agricole come canali, recinzioni, ma ancora di più ai raccolti. Il progetto che sarà redatto da Viola verrà quindi presentato dall’Atc Viterbo (ambito territoriale di caccia) ad Ispra e Regione Lazio, con i quali sono stati già attivati i contatti da parte del Comune, per le relative approvazioni”. 

 


Riguardo a quali tipi di intervento si riferisca l’assessore Serafini è chiaro: “Saranno organizzate le varie attività di controllo demografico quali: cattura, abbattimento selettivo, etc. – annuncia - il piano verrà presentato il prossimo 25 febbraio nel corso della riunione periodica del Tavolo Verde costituito da questo Comune, a cui siedono tutte le cooperative agricole locali, le associazioni di categoria, il Biodistretto Met, l’università della Tuscia e l’istituto Cardarelli”. 
“Per la redazione del piano risulterà quindi necessario lo svolgimento delle seguenti attività: acquisire la documentazione per identificare l’entità e la distribuzione spaziale degli impatti arrecati al comparto produttivo agricolo;- conclude Serafini - individuare l’area di intervento; valutare la distribuzione ed eventualmente l’abbondanza (Ika) della specie rispetto alla reticolo idrografico. La geo-localizzare le stazioni di presenza accertata e di danneggiamento denunciato/segnalato; predisposizione di un piano di intervento e gli indirizzi predisposti dall’Ispra; infine, la predisposizione delle richieste di parere da sottoporre a Ispra ed eventuali altre autorità.”.