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Viterbo, Luisa Ciambella: "Tutela territorio, Talete e rifiuti i problemi da affrontare"

L'assessore Luisa Ciambella

Mattia Ugolini
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Luisa Ciambella fa una panoramica su quelle che, secondo lei, sono le maggiori vertenze del territorio, sulla situazione politica generale e su ciò di cui avrebbe bisogno la città in questo delicato momento. “Le maggiori tematiche - ha detto Ciambella - sono quelle ambientali. La tutela del territorio è importante e non possiamo ignorare l’assedio di queste energie rinnovabili, di cui ho parlato con la Scolamiero. La nostra provincia è stata violentata ed ha superato largamente gli impegni stabiliti dal Pniec, chi parla di sindrome di Nimby o è in malafede o non conosce”. L’ex vicesindaco analizza anche le problematiche legate a Talete ed ai rifiuti: “Nonostante gli sforzi - afferma- la mentalità di Talete rimane tendente a tutelare più il privato che il servizio pubblico. Non hanno risolto i problemi e pensano di farlo privatizzando, mentre continuano ad arrivare bollette esorbitanti e non c’è cura delle famiglie, seppur ci siano fondi statali per sostenerle”.

Sui rifiuti il giudizio è ancor più critico: “È qualcosa di sconvolgente quello che abbiamo subìto in silenzio, siamo diventati la pattumiera del Lazio per una chiara volontà politica, quella contenuta nell’articolo 5 del Piano Rifiuti applicato nel 2020. Presenteremo a riguardo, con diversi cittadini, un referendum abrogativo. Per fermare questo sfregio bisogna abrogare la legge, che per giunta è stata fatta da chi doveva rappresentare Viterbo alla Pisana”. Secondo Ciambella, anche la sanità pubblica presenta diverse criticità: “Abbiamo bisogno - dice - di uscire da quel quadro impietoso che ItaliaOggi e Il Sole24Ore hanno fatto con i loro studi. La migrazione sanitaria passiva è alta e l’indice di gradimento dei cittadini che vanno a prenotare esami specialistici non è dei migliori”. Questi grandi mali, per l’ex capogruppo Pd, dipendono dalle negligenze della politica locale: “A Viterbo esiste una partitocrazia trasversale che gestisce le istituzioni in funzione di pochi e non dei bisognosi. La pandemia ha distrutto l’ipocrisia di questo sistema apparentemente efficiente, alla fine si è visto che le risposte non c’erano per tutti. La disaffezione dei cittadini è normale e va compresa”. Il caos politico attuale, tuttavia, non stupisce Ciambella: “Come sempre ci saranno allegre ammucchiate di chi pensa di arrivare al 50%+1. Il principale sostegno di questa teoria è l’astensionismo e siamo di fronte alle solite pantomime, un film visto e rivisto. La somma di gruppi organizzati è un danno per i cittadini, l’esperienza Arena lo ha dimostrato”.

Arena, lei, ha contribuito a sfiduciarlo, al contrario dei suoi compagni di partito che non si sono presentati dal notaio: “Io l’ho fatto convintamente. Questo deve far riflettere sulla coerenza di chi, entrato nel Palazzo, rispetta accordi contro natura che riguardano altre istituzioni piuttosto che i cittadini. Per essere salvaguardati i viterbesi dovevano perdere Arena, come mai chi poteva contribuire a farlo non l’ha fatto? Ci possiamo fidare di queste persone?”. Ciambella propone una ricetta per interrompere il declino della politica: “Avviare la rigenerazione politica attraverso la credibilità delle persone perbene. È un processo lungo che però deve iniziare, altrimenti arriveremo a mettere in discussione la democrazia stessa. Si corre alle elezioni per governare, non solo per vincere. Le vere novità non arrivano né dal trasformismo né dal nuovismo, ma dalla volontà delle persone perbene che si donano all’istituzione per un bene comune, ormai abbandonato dalla politica”. “Ad esempio, ora - conclude - bisogna portare attenzione a quelli che producono ricchezza e lavoro. Nel Decreto Sostegni Ter la cessione dei crediti per il 110% è prevista una sola volta, così rischiamo di mettere a repentaglio l’importanza del provvedimento. Limitare chi produce, uccide un intero Paese”.