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Viterbo, deposito scorie nucleari. No della Regione

Daniela Venanzi
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Erano molti i consiglieri presenti alla riunione organizzata dalla provincia di Viterbo per dire no ai rifiuti di scorie nucleari, molti anche i rappresentanti dei vari Comuni e altrettanti quelli delle varie associazioni e comitati da sempre in prima linea in difesa del patrimonio della Tuscia. Quarantacinque in totale. L'incontro presieduto dal presidente Romoli è stato un momento di condivisione che ancora una volta asserisce, se ce ne fosse bisogno, la mancata accettazione delle aree individuate da parte di Sogin come aree idonee ai rifiuti radioattivi.

L'assessore regionale Valeriani ha ribadito una ferma posizione contraria da parte, non solo dei singoli, ma anche della giunta e di tutto il consiglio regionale. "Abbiamo espresso la nostra netta contrarietà non solo solo a parole, - ha ribadito Valeriani - ma lo abbiamo fatto formalizzando nero su bianco tutti i motivi di questo no. La Sogin, incaricata di individuare le aree ne ha segnalate come idonee ben 22 nella Tuscia, fatto inaccettabile e per il quale ci continueremo a opporre in modo netto e senza possibilità di diversa interpretazione. E non solo - continua Valeriani - abbiamo anche ascoltato tutte le associazioni e i comitati per rendere quanto più possibile pertinenti e scientifiche le osservazioni per cui viene ribadita con forza questa contrarietà. Il territorio della Tuscia non può essere messo in discussione da questo punto di vista, la sua vocazione è prettamente agricola e turistica e da questo non ci si può discostare".

Anche Panunzi sulla stessa lunghezza d'onda è intervenuto per ribadire questa opposizione: "Questo incontro è la dimostrazione che più forze messe insieme possono fare la differenza - sottolinea il consigliere regionale - e che sono state portate sul tavolo osservazioni che sono scaturite grazie all'apporto fondamentale di tutti i presenti, comprese le associazioni e i vari comitati. Il problema di quanto avvenuto, lasciatemelo dire, è stato il fatto che la Sogin ha da sempre secretato gli atti, per cui era complicato poter fare interventi prima. Ma sul fatto che ad oggi siamo tutti dalla stessa parte non ci può essere alcun dubbio". Molte poi le associazioni tra cui Montalto Futura, Verde Tuscia, Comitato Maremma Viva, Italia nostra, il biodistretto, che hanno espresso apprezzamento per il tavolo di discussione di ieri, atto a ribadire senza dubbi che la Tuscia deve rimanere un territorio a vocazione turistica e agricola e quindi non adatta a conferimenti di scorie nucleari. Quello che li preoccupa, come ha ribadito Marzia Marzoli di Italia nostra, è il silenzio della Sogin su tutto questo. Silenzio sottolineato anche da Crucianelli del biodistretto: "Ad oggi non una risposta a tutte le nostre osservazioni, non una riga alle eccezioni che da tempo abbiamo sollevato". Da parte sua il presidente Romoli ha ribadito: "Terremo alto il livello di attenzione su questo tema, attraverso una cabina di regia in cui tutti dobbiamo essere uniti, così come oggi, compatti e fermi, nella stessa direzione".