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Viterbo, Confconsumatori: "Famiglie sempre più povere"

Massimiliano Conti
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Nel 2020, primo anno di pandemia, le famiglie viterbesi sono state tra le più indebitate del Lazio: 29.976 euro l’esposizione media (secondo posto a livello regionale dopo Roma), 298 euro la rata media mensile da pagare (secondo posto sempre dietro Roma), 45,6 la percentuale di popolazione con crediti reali attivi (terzo posto dopo Roma e Latina). I numeri sono quelli forniti dal Crif, la società che gestisce il database del sistema bancario italiano, e che rappresenta il termometro ideale per misurare lo stato di salute economico delle famiglie. Da allora la situazione nella Tuscia si è fortemente aggravata, secondo quanto riferisce il presidente della Confconsumatori di Viterbo Antonio Nobili, per effetto soprattutto dei rincari degli ultimi mesi originati dai costi energetici sempre più insostenibili. “Ci sono stati aumenti per tutti i beni primari”, nota Nobili, che parla di un impoverimento generale dell’economia provinciale: “Con la crescita delle spese primarie – continua il presidente della Confconsumatori – è venuta meno quella circolazione di denaro che prima della pandemia era fondamentale per la tenuta dei vari settori economici e in particolare per la sopravvivenza del commercio”.

Gli aumenti di gas, energia elettrica, acqua e benzina, così come quelli che si registrano nei generi alimentari e delle materie prime, hanno finito inoltre con l’acuire, sottolinea Nobili, le differenze tra ricchi e poveri: “Fino al 2018 Viterbo era una delle città più vivibili, con un reddito pro capite abbastanza elevato. Oggi, a giudicare dai numeri contenuti in alcune indagini e dall’aumento delle persone in difficoltà che si rivolgono ai nostri uffici, la situazione non è più così. Stiamo assistendo a un allarmante sovraindebitamento delle famiglie viterbesi che devono far fronte non alle spese voluttuarie ma a quelle necessarie. Ci auguriamo tutti che il Covid stia finendo, ma il problema è che a breve o medio termine non si intravede una reale ripresa”.

Il presidente della Confconsumatori fa notare anche come nel distretto industriale di Civita Castellana, che pure aveva retto bene l’urto della pandemia, le imprese stiano ricorrendo di nuovo alla cassa integrazione a fronte dei rincari esorbitanti dei costi energetici. “In questo clima ancora di guerra non è facile trovare soluzioni – conclude Nobili – ma il governo dovrebbe quantomeno alleggerire il peso fiscale e trovare il modo di sterilizzare questi rincari folli dell’energia e dei beni primari, così da permettere ai consumatori e alle imprese di respirare e di non affogare”.