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Viterbo, elezioni comunali. Per il candidato sindaco, il centrodestra ragiona ora su Santucci o Sberna

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Stante l’incertezza che regna sulla figura di Mauro Rotelli, nel centrodestra si ragiona, da qualche giorno, su nuove ipotesi di candidature, da mettere in campo qualora il deputato di FdI si rendesse davvero indisponibile. In particolare, al di là di Claudio Ubertini, di cui ha parlato il senatore della Lega Umberto Fusco dalle colonne di questo giornale, i nomi che prendono quota sono quelli di Gianmaria Santucci e Antonella Sberna, funzionali, tra le altre cose, e recuperare il voto centrista al momento orfano di Forza Italia.
Il punto è che Rotelli non ha nessuna voglia di lasciare gli agi del Parlamento per intraprendere una difficile navigazione nelle turbolente e avvelenate acque viterbesi. Per questo, secondo indiscrezioni, sollecitato a farlo dalla stessa Giorgia Meloni - molto attratta dalla possibilità di avere il sindaco della città dei papi - il diretto interessato per il momento prende tempo, oltretutto nella speranza che si chiarisca il quadro nazionale e che, coseguentemente, si definiscano le candidature blindate di FdI alle politiche del prossimo anno. 

 

Di sicuro, sono destituite di ogni fondamento le notizie, circolate nel fine settimana, secondo le quali a frenare la discesa in campo del deputato ci sarebbe la paura dei vertici romani del partito di perdere un parlamentare causa suppletive da svolgersi dopo il voto delle comunali. Non sfugge, infatti, a nessuno che, se eletto sindaco, Rotelli avrebbe tre mesi di tempo per dimettersi, cui seguirebbe qualche altro mese per l’esame della pratica da parte dell’apposita giunta della Camerea. Il che vuol dire alle urne non prima di ottobre-novembre, o anche dicembre, cioè a tre o quattro mesi dalle elezioni vere e proprie, un tempo sufficientemente breve per ipotizzare l’annullamento della consultazione, tanto più che a livello politico nessuno mette ormai più in dubbio la tenuta del Governo Draghi. 

 

Il centrodestra nel frattempo lavora però alle liste. Saranno 4, forse 5 (di cui 2 praticamente vengono date già per completate), sempre che Forza Italia corra realmente da sola o col Pd. Evenienze, queste, che sembrano destinate a svanire dopo che Berlusconi, che ha detto di voler dar vita a una nuova area di centro, aderente al Ppe, comprendente anche la Lega, ha fatto capire che non ha alcuna intenzione di allontanarsi del centrodestra, optando semmai per una nuova federazione, in chiave elettorale, con FdI. Ovviamente, in tale scenario, resterebbe aperto il problema di quanti (da Romoli a Marini) nel partito azzurro vorrebbero virare verso sinistra: è per questo che si continua a parlare di una lista civica di fuoriusciti in appoggio al candidato dem. Tra l’altro, a proposito di fuoriusciti, indiscrezioni parlano anche di una possibile lista civica (comunque ancorata nel centrodestra) in casa Lega. Sarebbe composta da quanti non condividono la gestione del partito cittadino.
Problemi, infine, anche nel centrosinistra: non a caso tarda l’ufficializzazione dell’annunciata candidatura dell’assessore regionale ai servizi sociali, Alessandra Troncarelli. In molti ambienti dem si critica il fatto che le decisioni vengono prese dall’alto senza il coinvolgimento del partito e allo stesso tempo la sinistra esterna, che si vorrebbe coinvolgere nella coalizione, solleva forti perplessità sia alla luce della possibile alleanza con ambienti di Forza Italia, sia, e ancor di più, per una chiara diversità di visione su temi cruciali quale quello dell’acqua pubblica. Nelle liste del Pd dovrebbero invece confluire il M5S e Barelli.
Sempre nel Pd, oltre a Viterbo città, non mancano polemiche anche negli altri comuni al voto. Primo tra tutti Ronciglione, dove la segreteria provinciale non fa mistero di gradire la riproposizione della formula che 5 anni fa determinò l’elezione dell’attuale sindaco, Mario Mengoni, in contrapposizione al circolo locale che invece ha già pronto un proprio candidato.