Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, centinaia di siringhe nell'area di Valle Faul

Roberto Pomi
  • a
  • a
  • a

Un capoluogo con seri problemi di rifiuti, intere aree nel degrado più totale e la forza di un civismo che non vuole conquistare poltrone all’interno di Palazzo dei Priori ma rendere la città dei papi un posto più vivibile. Questa è la storia di Viterbo Clean Up, sette anni di interventi mirati a ripulire vie, fossi, marciapiedi, piazze e monumenti dai rifiuti abbandonati. Un’azione raccontata, passo dopo passo, attraverso i social e che si è rivelata contagiosa, andando ad allargare di volontari il gruppo originario immaginato dal giovane viterbese Fabrizio Rocchi nel 2014. Nel gruppo della prima ora Gabriele Medori, Irene Filoni e Gabriele Pacifici.

Tutti sotto i trent’anni, poca voglia di apparire e molta sostanza. La loro azione, negli ultimi giorni, ha interessato l’area di Faul e nello specifico gli ettari a verde che costituiscono il parco dimenticato di via San Paolo. Un posto dal grande potenziale ma che nessuno frequenta, tranne che assuntori di eroina per via endovena. Come dimostrato dalla grande spianata di siringhe che proprio i volontari di Viterbo Clean up hanno rinvenuto. Della situazione è stato subito avvisato il comando dei vigili urbani e Viterbo Ambiente. Centinaia di siringhe, mischiate al terreno, ricoprono un angolo del parco. Fatto che rende urgente una bonifica. La necessità di un’ulteriore azione di bonifica è stata denunciata lungo fosso San Pietro, di fatto saturo di rifiuti. Si tratta di grande quantità di plastiche e altro gettata per decenni, senza alcuna regola, dai senzatetto che hanno abitato le grotte oggi murate. Un progetto di bonifica del fosso, in realtà, è stato immaginato dall’amministrazione Arena, attraverso un finanziamento proveniente dal Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare ). L’azione dei volontari ha messo in evidenza lo stato di abbandono della fontana Capotondi al Murialdo.

Dalla sua vasca è stato tirato fuori ogni genere di rifiuti. Il tutto in un punto della città di grande interesse per la presenza della piscina comunale, palazzetto dello sport e parrocchia del Murialdo. L’ultimo intervento di Viterbo Clean Up si è registrato a pochi passi da Palazzo Papale, ai piedi di Palazzo Vico, dove è stato realizzato l’ingresso a quella Viterbo sotterranea che Palazzo dei Priori non è mai riuscito ad aprire, nonostante le centinaia di migliaia di euro spesi con il Progetto Plus in era Marini. Tutti interventi che mettono in evidenza la fragilità dell’appalto rifiuti con cui Viterbo è stata gestita negli ultimi decenni. Un piano non sufficiente alle reali esigenze di una città che infatti risulta piegata su se stessa dal degrado e dall’incuria. Somigliando più a una città persa che a un ridente capoluogo della provincia italiana.