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Viterbo, elezioni comunali. Giulio Marini (Forza Italia): “Non possiamo accettare ultimatum”

Mattia Ugolini
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“Il 14 luglio potevo rinnovare la mia assicurazione da consigliere, ma non l’ho fatto: sapevo che sarebbe crollato tutto”.  Giulio Marini torna a parlare della crisi che ha portato al naufragio della giunta Arena, svelando retroscena sulle elezioni provinciali e illustrando qual è la linea di Forza Italia per le imminenti elezioni comunali: “Il conflitto - spiega l’ex sindaco - era talmente alto che naturalmente non poteva essere sorretto dal sindaco Arena, tanto più, ipotizzo, che c’erano delle volontà precise, delle strategie concrete dietro alle dimissioni in blocco. Dall’insediamento ci sono state continue fibrillazioni, non c’erano gli estremi per lavorare serenamente. Il percorso che ha portato alla tremenda decisione era già segnato, poi che ce ne sia stato uno nuovo, diverso dal precedente, può anche essere, ma non è questo il punto”. 

 

Marini si riferisce alle condizioni dettate da FdI per il ritorno degli azzurri nel centrodestra: “Non ci cospargeremo mai il capo di cenere. Romoli è un uomo di Forza Italia e noi abbiamo sostenuto la sua candidatura, non credo che qualcuno possa farcene una colpa. Questa decisione l’ha presa la maggioranza del partito, non siamo delle schegge impazzite”. 
Tuttavia, i margini per un dialogo con meloniani e leghisti ci sono: “Siamo una formazione politica liberale, democratica ed europeista. Questa dicitura può calzare a Viterbo se ci sono linee programmatiche. La priorità è ideologica, io sono ancora come sempre di centrodestra, ma se non si vuol percorrere la strada con sensibilità tali da poter dare risultati alla città ci riserveremo di valutare altre opzioni”. 

 

 

Marini risponde anche a chi lo etichetta come il manovratore di Arena e a quelli che alludono ad un’irritazione di Tajani per non essere stato informato correttamente: “E’ ridicolo pensare che io e Muroni potessimo tenere in ostaggio 19 consiglieri e 7 assessori. Andiamo nell’atto pratico, a verificare gli atti amministrativi: dove ci saremmo opposti alle proposte della maggioranza? Non ce n’è neanche uno. Siamo i capri espiatori di un fallimento annunciato. Quella su Tajani è un’altra stupidaggine: non abbiamo nascosto ai vertici nazionali i pericoli di un’operazione del genere a Palazzo Gentili”. 
Infine, una rivelazione sulle elezioni provinciali con il dito puntato contro gli ex alleati in Comune: “Romoli ha preso 8 mila voti in più della sommatoria delle liste che lo sostenevano, che vengano cacciati, come è stato fatto con Arena, anche tutti quegli amministratori di Lega e FdI che lo hanno votato. E ce ne sono stati molti. Se avevamo proposto una maggioranza Ursula era perché sapevamo con certezza che c’erano dei franchi tiratori nel centrodestra. La colpa di Romoli è di aver fatto bene i conti? No. Chi non li ha fatti si assuma le proprie responsabilità”.