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Elezioni Viterbo, il centrodestra chiude le porte a Forza Italia

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Alle comunali nessuna possibilità di accordo con Forza Italia se questa non sconfessa l’alleanza con il Pd in Provincia, facendo cadere l’amministrazione Romoli. Firmato Lega e Fratelli d’Italia. I quali, alle prese con la scelta del candidato sindaco e la formazione delle liste, a microfoni spenti non nascondono tuttavia di dare ormai per persa la ricostituzione del centrodestra nella sua interezza.

La necessità che Forza Italia esca dalla maggioranza a Palazzo Gentili, per rientrare così a pieno titolo nel centrodestra, è stata messa nero su bianco da Fratelli d’Italia nel corso di un’affollata riunione di partito svoltasi lunedì sera: “Rispetto alle alleanze - si legge in un comunicato - nessuna preclusione. Certo, chi ha fatto scelte al di fuori della coalizione deve abbandonarle. Per il resto, siamo comunque aperti a chi vorrà condividere progetti e programmi. Sulla figura del futuro sindaco, l’importante è che si tratti di una persona in grado di scuotere la città e di aggregare senza che si debba forzare la mano a nessuno”. Su chi possa essere incarnare questa figura non è stata data però alcuna indicazione, a dimostrazione che prima vanno sciolti i dubbi su cosa voglia realmente fare il deputato Mauro Rotelli, che, di fatto, resta pienamente in pista nella corsa per la nomination.  In casa azzurra continuano intanto a fronteggiarsi le due opposte correnti di pensiero che stanno dilaniando il partito da quando si sono svolte le elezioni provinciali: quella di chi farebbe di tutto per tornare all’ovile e quella di chi (Giulio Marini e Paolo Muroni) ritiene, al contrario, ormai definitivamente tramontata, anche a causa di rapporti personali ormai irrimediabilmente rotti, ogni possibilità di scendere a patti con gli ex alleati a Palazzo dei Priori. L’ipotesi di una spaccatura a metà si fa così sempre più concreta nonostante i tentativi di Giovanni Arena di tenere unito il gruppo candidandosi lui stesso a sindaco con la speranza di giocarsi eventualmente la partita al ballottaggio. Il problema, posto che nessuno può mettere la mano sul fuoco sulle effettive possibilità di Arena di arrivare personalmente al duello finale, è che chi spinge per l’alleanza al secondo turno con il Pd vuole che ciò, anche se non ufficializzato, venga deciso subito al fine di evitare sorprese in sede di apparentamento.

Una strategia, questa, che sarebbe stata studiata in accordo con lo stesso Pd, che dal canto suo riterrebbe più conveniente non pubblicizzare l’intesa con gli azzurri per fare il pieno di voti di area al primo turno. In altre parole, i dem, a fronte di un conclamato accordo con Forza Italia già in questa fase, temono di perdere la sinistra esterna al partito, ragione per cui vedono non di buon occhio, ma di più, una candidatura azzurra autonoma. In questo scenario può accadere di tutto, compresa la possibilità che alla fine si palesino due Forza Italia, quella ufficiale con Arena sindaco (a cui sarebbe concesso il simbolo dalla segreteria regionale) e quella sotto mentite spoglie, ovvero sotto le insegne di una lista chiamata Azzurri per la Tuscia, apparentata sin da subito con il candidato del Pd, che come sembra dovrebbe essere l’attuale assessore regionale ai servizi sociali, Alessandra Troncarelli.