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Viterbo, scomparso Giorgio Valeri. E' stato il re della distribuzione dei giornali

Alessio De Parri
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Addio a Giorgio Valeri, fondatore dell’Agenzia di distribuzione giornali, dalla fine degli anni ‘60 al 2018 unico punto di riferimento per le edicole di Viterbo e provincia. Valeri è scomparso ieri mattina all’ospedale di Belcolle, colto da malore, all’età di 75 anni. Lascia l’amata moglie Milena e i figli Andrea e Umberto. Con lui se ne va un pezzo di storia della città, una figura d’altri tempi, un pioniere nel settore della distribuzione editoriale che iniziò a conoscere fin da ragazzo, seguendo le orme di papà Umberto, all’epoca proprietario di una rivista del settore medico e di altre testate.

“Raccontava spesso - ricorda il nipote Alessandro - quando, erano gli anni ‘60, accompagnava il padre a Roma a ritirare i giornali che avrebbero poi distribuito nelle edicole di Viterbo. In quel periodo non esisteva una filiera della distribuzione, i giornali venivano spediti in città direttamente dagli editori, trasportati via treno o con le corriere”. Giorgio Valeri ha speso la sua vita per il lavoro, che ha svolto con grande spirito imprenditoriale. Fu il primo a fiutare il boom della carta stampata, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘90, che lo portò alla scelta di fondare nel 1976 un’azienda tutta sua, l’Agenzia Italia (chiamata così in onore della madre), capace ben presto di coprire la distribuzione di quotidiani, riviste, libri, fumetti e altri prodotti nelle edicole della Tuscia. “Chiuse i primi contratti con il Corriere della Sera e, in ultimo, con la Mondadori, diventando ben presto l’unico distributore della provincia - prosegue ancora il nipote -. Ha sempre aiutato edicolanti e lettori, quando spuntava fuori un problema, dalla semplice richiesta di un arretrato, si faceva in quattro per risolverlo”.

Una ditta a conduzione familiare, la sua, portata avanti insieme a moglie e figli, e che si è sviluppata così tanto da dover cambiare sede in diverse occasioni. “Con papà Umberto mio zio aveva iniziato in un locale in centro, poi si era trasferito in via Belluno e da ultimo al Poggino, in una struttura con un grande magazzino che riusciva a soddisfare i bisogni dell’attività. Ricordo che a quei tempi zio Giorgio aveva alle sue dipendenze 8-9 padroncini e una ventina di operai. C’erano delle tirature spaventose. Giornali, sì, ma anche i fumetti, come Topolino, che andavano letteralmente a ruba. Lui era sempre in prima fila, ogni giorno cominciava a lavorare all’alba e andava avanti fino a tarda notte”. Valeri era andato in pensione nel 2008, ma anche dopo, fino alla metà del 2018, aveva sempre aiutato i figli a portare avanti l’azienda: “Amava il suo lavoro in maniera viscerale - conclude il nipote -, e nonostante fosse un’attività logorante, spesso senza orari né festività, l’ha sempre condotta con tenacia, passione e sacrificio. E’ stato un esempio per tutta la famiglia”.