Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, il nuovo sindaco guadagnerà il doppio dello stipendio

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Chiunque sarà il prossimo sindaco, una cosa è certa: a partire dal 2024 guadagnerà il 114% in più rispetto allo stipendio percepito da Giovanni Arena. In soldoni: 9.660 euro lordi contro i vecchi 4.509, che diventano già da gennaio di quest’anno 6.850 per effetto del primo scatto previsto nel 2022. Tutto merito, o tutta colpa a seconda dei punti di vista, della riforma delle indennità prevista nella legge di bilancio, che chiude simbolicamente, e non solo simbolicamente, l’epoca pauperista (si fa per dire) della politica italiana iniziata un quindicennio fa con la pubblicazione del libro “La casta” di Stella e Rizzo e con l’ascesa dei Cinque Stelle.

Ora che i grillini sono ridotti più che altro a polvere di stelle e hanno rinunciato a tutti i sacramenti del loro movimento, compreso il rifiuto del finanziamento pubblico ai partiti, è iniziata l’era del liberi tutti. E i primi ad approfittarne sono i sindaci e gli amministratori locali, forse gli unici che in questi anni hanno fatto da baluardo al dilagare dell’antipolitica, perché impegnati a sbattersi ogni giorno per risolvere i problemi pratici dei cittadini. Con risultati non sempre esaltanti, come dimostra la fine tutt’altro che gloriosa dell’amministrazione Arena. Ma tant’è. Per i comuni capoluogo tra i 50 e i 100 mila abitanti, fascia in cui rientra Viterbo, da quest’anno l’indennità dei sindaci salirà come detto da 4.509 euro a 6.850. L’anno prossimo il secondo scatto farà lievitare la busta paga del primo cittadino a 8.021 euro, mentre dal 2024 lo stipendio toccherà quota 9.660 euro lordi. Buste paga più pesanti anche per tutte le altre cariche, a cominciare dal vicesindaco, che quest’anno passa da 3.382 euro lordi a 5.138, il prossimo a 6.016 e dal 2024 a 7.245. Anche fare l’assessore sarà un lavoro molto più remunerativo: l’indennità sale nel 2022 da 2.705 euro a 4.110, che diventeranno 4.813 il prossimo anno, e 5.796 dal 2024.

Stessi scatti e stesse somme per il presidente del consiglio comunale. Gli aumenti non sono stati decisi in maniera arbitraria. Il meccanismo adottato àncora il compenso degli amministratori locali a quello dei presidenti di Regione, con un parametro che scende in modo direttamente proporzionale al numero di abitanti del Comune. Come spiega il quotidiano Il Sole 24 Ore, “il 100% dei 13.800 euro lordi fissati come tetto per i cosiddetti ‘governatori’ è riservato ai sindaci metropolitani, che guidano città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna o Firenze. Negli altri capoluoghi si scende all’80% quando gli abitanti sono più di 100mila e al 70% quando sono meno, mentre per i Comuni non capoluogo si va dal 45% dei più grandi al 16% di quelli sotto i 3mila abitanti”. L’ex sindaco, ex parlamentare ed ex capogruppo di Forza Italia a Palazzo dei Priori Giulio Marini, una vecchia volpe che i suoi polli conosce bene, preconizzava già qualche mese fa le lotte sanguinose che, a fronte delle nuove indennità, si scateneranno negli eletti della futura maggioranza per andare a fare l’assessore. Soprattutto a fronte dei 30 euro netti a seduta che si mette in tasca oggi un semplice consigliere.