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Viterbo, scuola e Dad. Alle elementari di Tarquinia manca ancora la connessione

Fabrizio Ercolani
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Didattica integrata digitale (Did) alle elementari: che caos. Dopo due anni ancora problemi di connessioni con le insegnanti lasciate davanti a un problema enorme, avendo sia da gestire i ragazzi in classe che coloro che sono a casa. Il segnale salta di continuo e diventa impossibile portare a termine una lezione. 
A scrivere una lettera forte e dura sono un gruppo di genitori che, per i problemi di connessione e la Did a singhiozzo, esprimono sentimenti misti tra rabbia, delusione e preoccupazione per i lori figli. A finire sul banco degli imputati, oltre la governance scolastica, anche l’assessore alla scuola Betsi Zacchei: dopo due anni problemi di connessione non risolti non posso avere alibi e giustificazione. 

 


 

“Siamo i genitori dei bambini di una classe della scuola primaria Corrado e Mario Nardi – scrivono nella lettera -. Premettiamo che, con questa lettera, non abbiamo nulla da recriminare alle maestre, che mettono impegno e dedizione in ciò che fanno mettendo a disposizione anche i loro giga. Però scriviamo per rendere nota una situazione relativa alla Did che ha dell’inverosimile, ma che, purtroppo, è realtà”.

 

Alla Did si arriva quando gli alunni frequentano la scuola in presenza, ma alcuni di loro sono a casa in quarantena o isolamento. “In questi casi si attiva la Did, in cui le maestre sono a scuola e si collegano online in modo da fare assistere alla lezione anche i bambini costretti a casa. Se non fosse che il collegamento internet funziona la metà delle volte. Per assicurare che tuo figlio segua le lezioni anche da casa e garantirgli una continuità didattica, noi genitori passiamo tutta la mattina a sperare che ci sia la connessione e a tentare di collegarci con la lezione che si sta svolgendo a scuola. Spesso e volentieri senza riuscirci. E non per colpa delle maestre che, da quanto abbiamo appreso, spesso portano mezzi e sistemi di connessione anche privati, pur di dare una possibilità ai bambini a casa di collegarsi”. 
Da qui l’affondo a scuola e Comune. “La segreteria della scuola, contattata, spiega che ci sono problemi tecnici che ‘si sta cercando di risolvere’. Non è uno scherzo. Dopo due anni scuola e Comune non sono stati in grado di attivarsi per allestire tutto il necessario e garantire ai nostri figli la possibilità di frequentare la scuola anche da remoto. Dopo due anni, siamo ancora a questo punto. Non possiamo che esprimere rabbia, delusione, enorme preoccupazione per i nostri figli e una immensa stanchezza per tutto quello che dobbiamo per colmare le carenze del sistema”.