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Viterbo, malore a scuola per una studentessa. L'automedica arriva da fuori provincia

Beatrice Masci
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Una studentessa di 16 anni, che frequenta un istituto superiore della bassa Tuscia, ha accusato un malore a scuola. I docenti hanno chiamato immediatamente il 118. Erano le 10,45 di mercoledì scorso quando la segnalazione è arrivata alla centrale unica dell’Ares 118. Alle 11,14 è arrivata l’automedica proveniente da Stimigliano e un minuto dopo l’ambulanza che arrivava da Orte. Essendosi l’emergenza verificata nella zona a sud della provincia, avrebbe potuto arrivare un mezzo di soccorso dislocato più vicino, ad esempio Civita Castellana, ma il mezzo in questione in quel momento era a Roma per un trasporto urgente all’ospedale Sant’Andrea. Tutto è andato bene, la studentessa è stata assistita nel migliore dei modi, eppure quanto accaduto pone in primo piano il problema dei soccorsi e dei mezzi a disposizione, in un momento, oltretutto, difficile sul piano sanitario a causa del Covid. 

 

Sull’intero territorio provinciale ci sono 24 ambulanze, alcune con personale anche medico, altre solo personale infermieristico, a disposizione dell’Ares. Tuttavia, essendo la centrale unica Viterbo-Rieti, in caso di necessità non è escluso che, ad esempio, un mezzo di soccorso per un paese della Tuscia arrivi a Rieti, o viceversa. Non è neppure escluso che, chiarisce lo stesso ufficio stampa di Ares 118, chiamate di soccorso non urgenti, siano poste in secondo piano rispetto ad altre. Non si tratta di decidere chi soccorrere, ma di dare la precedenza alle urgenze. 

 


 

“L’ares area nord si occupa di Rieti e Viterbo - spiega l’ufficio stampa di Ares - durante la prima ondata della pandemia abbiamo assistito a code chilometriche di mezzi di soccorso fermi davanti agli ospedali in attesa dell’ingresso dei malati in pronto soccorso. Va poi considerato che, soprattutto nei casi di Covid, i mezzi, dopo ogni trasporto, devono essere sanificati. Per fortuna non è più così, almeno non lo è nell’area del Viterbese, ma nel Lazio spesso succede ancora. E’ chiaro che ritardi nei soccorsi possono verificarsi, come è chiaro che, se arriva la segnalazione di una emergenza che non si reputa tale, i sanitari assistono il paziente da remoto. Per intenderci, prima si correva anche per una slogatura, ora non più. Per quanto concerne Viterbo, come detto, non si assiste al caos di un anno fa, ma si lavora ancora in stato di emergenza, tra quarantene e isolamento che interessano anche il nostro personale”. Insomma, si opera, per così dire, ancora in stato di criticità. Per quanto concerne la studentessa, l’intervento è andato a buon fine e i sanitari hanno trattato la ragazza sul posto prima di prenderla in consegna e trasferirla in ospedale per accertamenti.