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Viterbo, canile di Bagnaia. Il Comune: "Non è vero che mancano cibo e medicinali"

M. U.
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“La situazione del canile di Bagnaia è seria, ma non grave come è stata dipinta in questi giorni”. Queste le dichiarazioni rilasciate al Corriere dal commissario Antonella Scolamiero, interrogata sul presunto stato di degrado nel quale starebbe versando il canile “Novepani”, divenuto tristemente famoso in questi giorni. La struttura, alle porte della frazione viterbese, ospita circa 200 cani ed è stata più volte al centro di interrogazioni nella passata consiliatura, redatte soprattutto dal leghista Vittorio Galati.

 

Sul finire del 2021, l’ex consigliere si impuntò – rischiando di creare seri problemi ad Arena – per far sì che venisse inserito nella variazione di bilancio un emendamento da 10 mila euro da destinare al canile, all’epoca alle prese con problemi all’impianto elettrico. Richiesta accolta, ma le turbolenze non si sono interrotte. “Mancano medicinali e cibo perché non hanno soldi”, denunciava sempre Galati lo scorso 25 gennaio, chiedendo un intervento urgente di Palazzo dei Priori. Già il giorno stesso la Scolamiero aveva annunciato che si sarebbe interessata del caso e, oggi, arrivano i primi resoconti: “Sono stata rassicurata su tutto. Dal posto mi hanno riferito che le medicine c’erano, ci sono e sono sempre state date agli animali, così come il cibo. Come immaginavamo, i medicinali arrivano direttamente dalle farmacie comunali. Probabilmente ci sono stati problemi con l’ordinazione, per questo c’è stato un momento in cui mancavano. Ora il problema è superato”. Nonostante ciò, il Comune continuerà a vigilare: “La prossima settimana, lunedì, avremo un incontro con il dirigente del settore per fare il nuovo punto. Vogliamo una panoramica delle condizioni di tutti i canili pubblici ed anche di quelli comunali dove l’ente può comunque intervenire. La salvaguardia degli animali – conclude Scolamiero - è un principio di civiltà”.

 

 

Solo l’ultima pagina, questa, di una storia travagliata. Dieci anni fa fu l’allora sindaco Giulio Marini a dover fare i conti con i problemi della struttura, poi fu il turno di Michelini, portato addirittura in Procura a causa di alcune inadempienze tecniche. Ora, con la caduta di Arena, colpito solo di striscio data la sua destituzione, è la Scolamiero a dover attraversare il limbo. Quest’ultima, a differenza dei suoi predecessori, sembra essere stata più rapida nell’intervenire.