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Viterbo, su ricoveri e decessi Covid numeri gonfiati

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Anche in provincia di Viterbo, secondo la Asl, i dati sui nuovi positivi sembrano mostrare che il picco della quarta ondata potrebbe essere stato raggiunto, il che significa che la curva del contagio dovrebbe ora imboccare la fase discendente. Ieri i casi accertati sono stati 623, cento in meno rispetto al giorno prima, e allo stesso tempo sono stati registrati 395 pazienti negativizzati. Trentatré le persone ricoverate nel reparto di malattie infettive, sette sono in terapia intensiva e 50 in medicina Covid. Ma è il dato sui ricoveri - al di là dell'aumento degli ultimi giorni riportato dai bollettini ufficiali della Asl, che a molti destano preoccupazione e spavento - a mostrare che il virus, grazie alla campagna di vaccinazione, sembra per molti versi diventato più innocuo.

 

 

Va sottolineato, infatti, che la maggior parte dei ricoverati sono persone che giungono in ospedale per sottoporsi ad altri tipi di cure. Si tratta cioè di asintomatici che scoprono di essere positivi nel momento in cui gli viene fatto il tampone. Da questo momento in poi, secondo la modalità di calcolo adottata a livello nazionale (contro la quale stanno sollevando perplessità vari governatori di Regione), finiscono però indistintamente nella lista dei malati Covid, quelli cioè che poi vengono inseriti nei bollettini sanitari ufficiali. Lo stesso discorso vale per i deceduti. Un esempio: a medicina Covid, il 21 gennaio, c'erano 20 ricoverati, ma diciassette erano pazienti con comorbidità giunti a Belcolle per altre patologie. In percentuale, fanno notare alla Asl, la situazione era ancora immutata nella giornata di ieri, dove, a fronte di 50 ricoverati sempre nel reparto di medicina Covid, la maggior parte, positivi e senza sintomi, soffrono di altre patologie. Anche i decessi registrati in questo reparto non andrebbero, secondo la Asl, imputati al virus, ma alle patologie per cui si è entrati il più delle volte con carattere di urgenza in ospedale. Sale addirittura al 100 per cento la percentuale dei rivoverati per altre malattie e poi finiti, proprio per il peggioramento di queste patologie, nella terapia intensiva Covid in quanto positivi. In particolare, i sette pazienti presenti in questo reparto lo scorso 21 gennaio accusavano già dei gravi problemi non direttamente correlati al Covid. 

 

 

Morale: sembra anche a Viterbo arrivato il momento di raccogliere e comunicare i dati diversamente da come si è fatto finora, laddove appare ormai anacronistico attribuire la responsabilità della maggior parte dei ricoveri o dei decessi al virus, se è vero che nei reparti Covid di Belcolle arrivano soprattutto malati con problemi cardiovascolari, renali o epatici gravi. 
Nel frattempo c'è una certezza, questa inconfutabile, che arriva dagli ambienti ospedalieri ed è quella che, essendo il virus democratico, colpisce tutti in modo indistinto, la vaccinazione è l'unica strada che fa la differenza. I non vaccinati sono statisticamente più positivi al rilevamento del tampone, rispetto alla maggior parte dei vaccinati che ne esce indenne.