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Viterbo, mafia viterbese. Niente più obbligo di firma per Pavel Ionel

V. T.
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Revocato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di espatrio nei confronti di Pavel Ionel, il 37enne romeno, che finì in manette insieme ad altre 12 persone il 25 gennaio del 2019 a conclusione dell’operazione Erostrato

 

A gennaio di un anno fa, dopo più di 12 mesi trascorsi in carcere e 9 mesi agli arresti domiciliari, rafforzati dal braccialetto elettronico, il manovale, considerato il factotum al servizio dei due boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi, è tra gli imputati del secondo filone del processo denominato “mafia viterbese” arrivato ormai alle battute finali, tornò in libertà dopo l’istanza avanzata dal difensore, l’avvocato Michele Ranucci, ottenne l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria settimanalmente e in fasce orarie predefinite. Ieri secondo la disposizione dei giudici che compongono il collegio giudicante a distanza di due anni dal maxiblitz accogliendo la richiesta difensiva, nonostante il parere contrario del pubblico ministero, ha stabilito la revoca l’ultima misura cautelare imposta all’operaio il 25 gennaio del 2021.

 

“Il decorso del tempo, il comportamento processuale tenuto dall’imputato, che ha costantemente presenziato al dibattimento, né è incorso in violazioni della misura in atto, consentono di ritenere definitivamente cessate le esigenze cautelari”, scrivono i giudici. In particolare per quanto concerne “il pericolo di reiterazione dei reati della stessa indole, o con uso di armi o altri mezzi di violenza personale ovvero delitti di criminalità organizzata – precisano i magistrati-. non può non considerarsi sia il notevole lasso temporale intercorso dalla commissione dei reati sub iudice sia l’avvenuta sottoposizione a regime carcerario dei correi, il legame con i medesimi, deve ritenersi reciso in assenza di elementi di segno contrario”.