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Viterbo Covid e scuola, in quarantena 964 classi nelle ultime due settimane

Massimiliano Conti
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Sono 964 le quarantene scolastiche attivate in provincia di Viterbo in appena due settimane di lezione. Un numero stratosferico, soprattutto se confrontato con quello già molto elevato di dicembre, quando le classi lasciate a casa per effetto dei contagi erano state 271. 
Peraltro vanno considerati altri due fattori che rendono ancora più impressionante questa cifra: il primo è che, rispetto al periodo pre-natalizio, le regole per far scattare le quarantene sono cambiate in senso meno restrittivo, soprattutto alle superiori. Allora molti dirigenti scolastici, d’intesa con le Asl, attivavano le quarantene a scopo preventivo anche in presenza di un unico sospetto positivo; oggi di positivi conclamati per mandare tutti gli alunni in didattica a distanza ne servono almeno tre. Ma non solo: perché una classe finisca in quarantena i contagi devono essere avvenuti all’interno delle mura scolastiche dopo la ripresa delle lezioni. Diversamente, la didattica resta in presenza, salvo che per i positivi ovviamente. 

 

Il secondo fattore da considerare è che in ben sette comuni della Tuscia (Civita Castellana, Tarquinia Bagnoregio, Bolsena, Ronciglione, Fabrica di Roma e Corchiano) i ragazzi sono tornati in presenza non il 10 gennaio, ma il 17 o addirittura il 24, in forza delle ordinanze dei rispettivi sindaci. Insomma, la valanga di quarantene di questo mese di gennaio è avvenuta a dispetto di regole molto meno rigide e, in sette comuni (tra cui i due più popolosi della provincia dopo il capoluogo), nel giro di pochissimi giorni di lezione. Tutto ciò non è stato ovviamente indolore per l’organizzazione scolastica. D’altra parte, tra i motivi che avevano spinto alcuni primi cittadini a rinviare il rientro in presenza, più che il timore dei contagi (che si verificano fuori come dentro le scuole, anzi più probabilmente fuori per effetto del minore rispetto delle regole e della distanza di sicurezza), c’erano proprio le difficoltà paventate dalle scuole a livello logistico-organizzativo, tra gestione dei contagi, didattica mista e classi da coprire a fronte di un numero crescente di insegnanti e collaboratori contagiati o in quarantena. Non a caso i sindaci avevano deciso il rinvio d’intesa con gli stessi dirigenti. 

 

Anche il numero degli alunni e degli studenti contagiati è esorbitante: 1502 nella sola settimana dal 18 al 24 gennaio, di cui 165 all’infanzia, 502 alla primaria, 331 alle medie e 504 alle superiori.  Gli operatori scolastici risultati positivi nella stessa settimana, tra docenti e ata, sono stati 247: 47 all’infanzia, 66 alla primaria, 87 alle medie e 47 alle superiori.  Delle 964 classi in quarantena, infine, 170 sono nella scuola dell’infanzia, 292 alla primaria, 238 alla media e 264 alle superiori.