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Viterbo, Chic chiuso per 5 giorni. Locale sanzionato per aver servito un amaro fuori orario. Lo sfogo del gestore

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Massimiliano Conti 
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E’ costato caro allo Chic un amaro Montenegro servito fuori dall’orario consentito. Il bar e locale di via Villanova, uno dei piu noti di Viterbo e uno dei pochi sopravvissuti alla morìa degli ultimi anni (iniziata già in epoca prepandemica), è stato chiuso per 5 giorni, da domani fino al 1 febbraio,. Ad annunciare “con dispiacere e rabbia” lo stop all’attività è lo stesso proprietario Danilo Torrioni, che con un lungo sfogo su Facebook stende un velo pietoso sulla movida viterbese, ormai ridotta ai minimi termini a causa - dice l’operatore - di una politica miope e poco sensibile alle esigenze delle nuove generazioni. 

 


 

“Sono reo di aver protratto la chiusura oltre l’orario consentito – scrive Torrioni -. Nello specifico non me la sono sentita di negare un amaro a dei miei clienti storici mentre nel locale io e i ragazzi provvedevamo alle pulizie”. 
Nell’occasione il titolare dello Chic ha appreso che la deroga che gli era stata concessa a seguito del famoso “patto della notte” non era più in vigore. “Ho pagato le multe perché sono abituato che se si sbaglia si paga, ma in questo caso il prezzo da pagare è un danno troppo grosso. Ho cercato invano di mettermi in contatto con un referente degli illustri palazzi comunali senza trovarne uno. Mi sarebbe piaciuto chiedergli perché sembra quasi che provino gusto ad affossare definitivamente questa città alla quale di vivo è rimasto veramente poco. Siamo stati colpiti duramente da una pandemia mondiale che ha messo in ginocchio le attività commerciali, i giovani e meno giovani sono mentalmente provati da quarantene e assenza di luoghi di svago e abbiamo una città che non ha più nessun appeal, neanche per i paesi della provincia”. 
Torrioni sottolinea come finora non si fosse mai perso d’animo continuando “a credere prima in me stesso e poi in questa città nella quale ogni giorno investo le mie energie cercando di offrire un prodotto trasversale per i giovani”. “Basta farsi un giro per Viterbo nel weekend per capire che i luoghi di incontro per i ragazzi si stanno estinguendo come i panda in Asia – si legge sempre nel post -. E questo accade perché chi ha il potere prova il gusto quasi sadico di mettere i bastoni tra le ruote in modo continuato alle attività che funzionano, senza concedere la minima attenuante davanti a un errore. Nessuno nota il personale di sicurezza che tutte le sere vigila sull’attività dello Chic, o il fatto che all’ingresso, da sempre, c’è una persona che controlla il green pass a chiunque varchi la porta del locale. Guai tuttavia a servire un Montenegro a un cliente che si è intrattenuto con la ragazza alla quale fa il filo dopo l’ora della chiusura forzata”. 

 


 

Torrioni conclude: “Nutro una profonda rabbia nei confronti di un’amministrazione che fa di tutto per allontanare i giovani da questa città, e la cosa peggiore è che ci stanno riuscendo. Ho passato la giornata al telefono a spiegare, nell’imbarazzo estremo, agli studenti dell’università della Tuscia che le loro feste di laurea programmate da mesi dovevano essere annullate”.