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Viterbo, lo convince a trasferirsi dal Brasile per sposarlo poi lo denuncia per violenza sessuale. Ma lui viene assolto

Valeria Terranova
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A 24 anni dal primo incontro si ritrovano su Facebook 4 anni fa, lei lo convince a trasferirsi in Italia dal Brasile e dopo un matrimonio lampo lo denuncia per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Ma l’uomo è stato assolto da tutte le accuse. Il pm concludendo la requisitoria ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi. La presunta vittima, costituitasi parte civile, dichiarò di aver subito soprusi e abusi sessuali da parte del marito, il quale, accecato dalla gelosia, l’avrebbe costantemente controllata tramite la geolocalizzazione.

 

 

Tesi che è stata ribaltata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Luigi Mancini. “Siamo di fronte a un rapporto anomalo e ambiguo – ha riferito -. Quando si conobbero, nel 1994, lui aveva 17 anni e lei 26. La vittima lo rintracciò nel 2018 in un momento di crisi coniugale e fece di tutto per farlo venire in Italia. Il mio assistito si ritrovò in una situazione imbarazzante e umiliante e costretto a vivere con l’ex compagno della donna. In pratica passò prima per amico, poi amante e in ultimo marito, visto che convolarono a nozze tre mesi dopo”. Il difensore ha proseguito l’arringa sostenendo che la presunta vittima denunciò l’ex compagno per stalking, il quale solo allora lasciò l’abitazione della donna. “Fu lei a fargli installare un programma di geolocalizzazione per mostrargli i posti in cui lo avrebbe portato quando iniziarono a sentirsi via web – ha affermato Mancini-. Dopo un mese dal matrimonio, terminate le liti, liberatasi dall’ex compagno, disse al mio assistito che voleva separarsi da lui. Dunque gli episodi dei maltrattamenti e quelli inerenti al controllo ossessivo sarebbero accaduti in meno di un mese. Il mio assistito che all’epoca non parlava una parola di italiano, era senza lavoro, senza documenti, si ritrovò da solo e rimase in quella casa”.

 

 

Il difensore ha dunque ritenuto che la vittima probabilmente si fosse pentita di questo matrimonio che pretese in fretta e in furia. “La manipolatrice è lei che lo convinse a trasferirsi, abbandonandolo, denunciandolo e calunniandolo. Gli ha rovinato la vita”, ha ribadito il difensore avanzando un’istanza di assoluzione per insufficienza e contraddittorietà delle prove. Il verdetto finale emesso dal collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha assolto l’uomo dai reati contestati.