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Viterbo, caro energia. Ceramiche di Civita Castellana allo stremo: "Ripresa a rischio"

Alfredo Parroccini
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Il caro energia rischia seriamente di mettere in ginocchio le aziende della ceramica del distretto industriale di Civita Castellana. A lanciare l’allarme è il presidente del settore ceramica della Federlazio, Giampiero Patrizi, che spiega: “L’aumento dei costi energetici, arrivato al 500%, sta condizionando in maniera drammatica i costi di produzione. Per cercare di andare avanti ed arginare questa grave situazione abbiamo effettuato aumenti di listino dei prodotti di circa il 10-15%, di più non è possibile fare se si vuole restare competitivi sul mercato italiano e internazionale. Nonostante ciò, stiamo perdendo marginalità di guadagno e, se gli aumenti rimarranno a livelli così stratosferici, con il passare del tempo le aziende saranno costrette a fermare la loro produzione che non è più conveniente. E’ una situazione paradossale. Da una parte abbiamo molti ordinativi, ma nello stesso tempo si vende guadagnando poco o nulla. Al Nord e nell’area di Sassuolo molte fabbriche sono costrette a chiudere pur avendo parecchie commesse”.

 

 

Giampiero Patrizi approfondisce poi altri tre importanti aspetti di questa incresciosa vicenda. “Se una azienda dovesse fermarsi per questi motivi - prosegue Patrizi - non esiste purtroppo una cassa integrazione per gli operai prevista per gli aumenti energetici. E’ un discorso nuovo. Inoltre la crescita dell’inflazione del gas e della corrente elettrica, ma anche di numerose derrate alimentari, spinge le famiglie a dover risparmiare e a comprare i beni primari come il pane e la pasta, rinunciando di conseguenza ad acquistare altre merci come quelle di ceramica. Se questo trend non cambierà, fra qualche mese i consumi si bloccheranno. Infine c’è la gestione del Governo italiano che ha messo a disposizione quattro miliardi per contenere il costo delle accise sull’energia. Purtroppo non è una soluzione definitiva,ma solo un palliativo che non risolve la crisi. Nel passato si sono commessi troppi errori a livello di geo-politica energetica e adesso stiamo pagando a caro prezzo tutte le conseguenze”.

 

Insomma, il futuro delle aziende del distretto di Civita Castellana si preannuncia a tinte fosche con drammatiche ripercussioni sull’economia locale e sull’occupazione. Il presidente della Federlazio, Silvio Rossignoli, puntualizza: “Il rincaro delle bollette compromette gli sforzi che il nostro sistema imprenditoriale sta mettendo in atto per uscire da una crisi dovuta alla pandemia. Chiediamo pertanto che le istituzioni studino misure per rendere meno devastante l’impatto dei costi energetici”.