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Viterbo, Giovanni Scuderi minacciato. "Non vogliono che mi candidi a sindaco". La telefonata anonima

Mattia Ugolini
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Giovanni Scuderi smentisce categoricamente le voci circolate in questi giorni che lo danno prossimo a rinunciare alla candidatura a sindaco a capo di una lista civica in formazione con il supporto di altri commercianti del centro. L’imprenditore 57enne, fratello di don Luca, parroco del Carmine, si dice anzi “più carico di prima per affrontare la sfida” e annuncia di essere “impegnato in questi giorni nella preparazione della sede del comitato elettorale”.
Ma, contattato dal Corriere di Viterbo, il civico rilascia anche una dichiarazione clamorosa: “Lo scorso mercoledì - dice - mi è arrivata una telefonata minatoria. Ho già sporto denuncia alle autorità con l’aiuto del mio legale”. I toni della telefonata, arrivata da un numero sconosciuto, sarebbero stati chiari ed inequivocabili: “Mi hanno detto: ‘Se ti candidi sono c**zi tuoi’…”. Scuderi parla anche del suo stato emotivo a seguito dell’increscioso episodio: “Sono arrabbiato e, non lo nascondo, anche leggermente intimorito, ma vado avanti. Parlo con molte persone tutti i giorni e posso dire che nei miei confronti c’è un sostegno trasversale”. 

 


 

Il commerciante si interroga quindi su chi possa essere il responsabile del gesto: “A chi do fastidio? Sono incoraggiato a portare avanti le nostre idee, da lì nascono azioni e cose concrete da fare. Non ero abituato a ricevere minacce, credetemi, è stato un fulmine a ciel sereno. Però bisogna resistere a questi comportamenti, a prescindere da chi siano gli autori”. Poi una stoccata a chi lo definisce inadeguato ad affrontare la tornata elettorale: “Mi hanno detto che non sono un politico, ed è vero. Ma un amministratore sì, questo lo sono. Da 33 anni gestisco 7 società, quindi un po’ di esperienza credo di averla. E’ chiaro - prosegue - che politici non si nasce ma lo si diventa, e questo lo vediamo nei ragazzi giovani, che, una volta entrati nelle stanze del potere, diventano quello che sono. Impareremo ad essere dei politici a tutti gli effetti”. 

 

Infine, Scuderi rilancia la sua sfida, puntando anche il dito contro l’immobilismo dei partiti tradizionali, a cui viene imputata la responsabilità della decadenza della città: “Molto presto renderemo noti simboli, liste, candidature e quant’altro. Io credo che i cittadini debbano avere il giusto tempo per decidere e dunque reputo non corretto uscire fuori con i proclami ad un mese dalle elezioni. I politici ‘veri’ - conclude Scuderi - dicono di essere in attesa dell’elezione del presidente della Repubblica, io invece mi sono candidato per primo mettendoci la faccia. E’ questa la differenza”.