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Viterbo, aziende in difficoltà a causa delle quarantene

Massimiliano Conti
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Anche a volerla classificare come una “influenza” dal punto di vista strettamente sanitario, la variante Omicron sta avendo effetti collaterali pesanti a livello economico-sociale. Soprattutto nel distretto ceramico di Civita Castellana, dove le aziende stanno attraversando una fase di enorme difficoltà per fronteggiare le assenze del personale che, a causa del combinato disposto tra contagi e quarantene, in alcuni casi sfiorano il 20%. Per non parlare degli effetti che il boom di infezioni - Civita Castellana e il suo comprensorio sono tra le zone della Tuscia più colpite dalla quarta ondata - sta avendo sull’attività dei medici di famiglia: “A causa dei picchi di contagi, il 70% del nostro lavoro è assorbito da incombenze di carattere burocratico: firmare certificati, disporre e revocare quarantene o isolamenti”, spiega il dottor Domenico Parroccini, già in prima linea, insieme alla moglie Patrizia Pompei, durante la fase iniziale della pandemia come medico sentinella nella Lombardia flagellata dal Covid. Ma andiamo con ordine.

“Attualmente abbiamo tra il 10 e il 12% degli operai a casa - riferisce Gianni Calisti, patron della ceramica Scarabeo ed ex presidente di Federlazio -. Alcuni lavoratori sono positivi, altri invece vanno in quarantena perché hanno persone contagiate in famiglia”. Stesse percentuali di assenze si registrano in altre grandi aziende del comprensorio, come la ceramica Simas. La scelta di lasciare a casa un lavoratore asintomatico, come fa notare Calisti, spetta esclusivamente al medico di base. “Non possiamo permetterci di sindacare”, rimarca l’imprenditore civitonico. C’è chi pensa invece che i medici di base applichino i protocolli in maniera eccessivamente restrittiva, tanto più che il decreto del 30 dicembre scorso ha introdotto la sorveglianza attiva per i soggetti vaccinati che, pur essendo stati a contatto con un positivo, sono asintomatici. In sostanza si può uscire e andare al lavoro con l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2.

“Noi applichiamo scrupolosamente le disposizioni della Asl e della Regione Lazio - assicura da parte sua Parroccini - ma le regole vanno poi contestualizzate. Va fatta intanto una distinzione tra vaccinati con dose booster e vaccinati con due dosi, tra sintomatici e asintomatici. Poi si valuta caso per caso, tenendo conto dei giorni di latenza del virus. E’ chiaro che chi vive con un positivo sintomatico in famiglia ha un rischio di contagio molto alto, anche perché il virus, non dimentichiamolo, si propaga anche attraverso la condivisione di oggetti e utensili contaminati”. Parroccini invita a non sottovalutare Omicron derubricandola a “banale influenza: “Questo virus più volte ci ha dimostrato la sua imprevedibilità e la sua capacità di evolvere in maniera grave, soprattutto in soggetti fragili o non vaccinati. La responsabilità di mettere un soggetto in quarantena è del medico di famiglia che decide in scienza e coscienza”. Una cosa è certa: nessun lavoratore “ci marcia”. L’Inps non ha infatti rinnovato la copertura economica delle quarantene per i non positivi, quindi chi resta a casa o perde il corrispettivo della giornata lavorativa o scala i giorni di ferie.