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Nuova vita a cani e gatti malati con le tecniche del dottor Roberto Falcini

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Joy è un cucciolo di pastore australiano blue merle. Ha sei mesi ed è stato adottato da una famiglia di Montefiascone. Affetto da Pda (Persistenza del dotto arterioso), ovvero da una anomalia del sistema circolatorio che si verifica quando il dotto arterioso di Botallo rimane aperto, è stato operato nei giorni giorni dal dottor Roberto Falcini, che su di lui ha utilizzato una tecnica cardiochirurgia mini-invasiva, tanto che il cagnolino è stato dimesso dopo poche ore dall’intervento. E non è l’unico ad aver riconquistato la libertà e una seconda vita grazie al dottor Falcini, che opera presso la Clinica Veterinaria Città dei Papi di Viterbo e presso la Divisione di Cardiologia della Clinica Veterinaria Polveroni di Rieti, dove è presente una sala operatoria ibrida destinata a tali procedure, punto di riferimento nel centro Italia. 

 

Spillo, ad esempio, è un gatto operato, a cui, a 14 anni, è stato impiantato un pacemaker con metodologia complessa di stimolazione bipolare con elettrodi fissati a sutura sulla muscolatura cardiaca per garantire una massima stabilità dell’impianto e la possibilità di numerosi settaggi successivi di programmazione dei pacemaker. 
“La vita di Spillo - spiega il dottor Falcini - è stata una vita normale che lo ha portato a spegnersi alla bella età di 21 anni e per il sopraggiungere di un cedimento della funzionalità renale”. Nulla a che vedere con i suoi problemi di cuore.

 

“Le cardiopatie congenite o acquisite, così come i disturbi del ritmo cardiaco negli animali da affezione - spiega Falcini - sono spesso sotto-diagnosticate. Le morti improvvise nel cane e nel gatto per problematiche cardiache non sono quasi mai da imputare ad infarto del miocardio in seguito ad ostruzione delle coronarie come negli umani”. E così ogni anno vengono diagnosticate molte turbe del ritmo cardiaco primarie o secondarie come malformazioni cardiache congenite, quando, mediante tecniche mini-invasive o impianto di cardiostimolatori si può garantire una normale sopravvivenza a questi soggetti. Falcini ricorda Gastone, “un Golden Retriever di otto anni che dopo l’impianto di pacemaker, a distanza di solo un mese dall’intervento, è tornato a nuotare nel lago di Bolsena come un giovincello”. Esempio analogo, ma per correzione di una comunicazione aorto-polmonare congenita, il cane Ettore, Yorkshire operato ben 11 anni fa: vive a Viterbo e gode di ottima salute senza l’ausilio di alcuna terapia farmacologica, una volta risolto il problema mediante intervento di cardiochirurgia mini-invasiva.