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Viterbo: Covid, scuola e polemiche. Lo Snals: "Tre classi su quattro in quarantena". Il provveditore: "No, una ogni quattro"

Daniela Venanzi
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A Viterbo su 802 positivi registrati mercoledì 19 gennaio, 213 erano sotto i 18 anni e 141 sotto i 12. E così quasi tutti i giorni. In sostanza, un quarto del totale dei positivi sono ragazzi che frequentano scuole elementari e superiori. La situazione parla chiaro, questo è il momento di picco massimo registrato tra gli alunni in tutta la provincia. E a sentire più il peso della situazione ci sono le scuole. La Fantappiè, ad esempio, è tra quelle più penalizzate dai casi di quarantena. Brunella Marconi, del sindacato Snals, non ha dubbi: “Forse in questo momento sarebbe necessario chiudere i plessi scolastici, magari per una settimana e poi riaprire. Il momento è critico, in tutte le scuole c’è una percentuale alta di classi in quarantena, per quello che ne riesco a percepire si parla di tre su quattro come media, e quello che ne soffre è l’intero sistema".

"Basti pensare - continua - che gli insegnanti non hanno quasi più una vita privata. Sono costretti a rispondere anche alle 10 di sera per registrare un nuovo elemento positivo e poi comunicare al referente Covid. Un stato di cose, che, se lo si aggiunge alla parte di docenti costretti all'assenza per congedo Covid del figlio, ben rappresenta la situazione. I dati che fornisce il ministero - conclude il segretario provinciale Snals - non sono attendibili. Viene dichiarata una percentuale del 93% in presenza e un 7% a casa, ma, per i dati che mi competono su Viterbo, questo non risponde affatto alla realtà”.

Meno allarmista è invece Daniele Peroni, il provveditore agli studi non dipinge un quadro così preoccupante: “Sicuramente è un momento di difficoltà per le nostre scuole, ma i dati che ho io parlano di una classe su quattro in quarantena. C’è da dire che i docenti e i dirigenti stanno facendo uno sforzo organizzativo enorme e di questo li ringrazio. E’ vero che devono rendere conto anche alle ore più impensate per via delle continue segnalazioni, ma è anche vero che grazie a questo loro impegno, la scuola sta funzionando. Non dimentichiamo poi - sottolinea Peroni - che i bambini entrano in un luogo sicuro, con un protocollo ben definito, molto più che in un campo di calcetto o al bar. Altra statistica che la dice lunga è che nella maggior parte degli eventi, le classi spesso registrano soltanto due casi di positività, e si tratta di positivi per i cenoni e le festività dei venti giorni di vacanza natalizia. Dobbiamo tenere duro - conclude - la situazione sta migliorando lentamente e gradualmente. Se poi ci dovessero essere dei plessi al limite, in quel caso sono solo i sindaci a poter decidere”.