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Viterbo, cinghiali scavano buche. Pericolo per gli agricoltori di Vignanello.

Risarcimenti per i danni da fauna selvatica

Nicola Piermartini
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“Possibile che non si riescano a trovare strategie per evitare il proliferare esponenziale della popolazione dei cinghiali?” L’interrogativo è espresso ogni giorno da numerosi cittadini, diversi per ceto e ruolo sociale. Spesso sono gli agricoltori a ribadire l’emergenza: i danni ai raccolti e alle colture sono continui.

Un altro aspetto, preoccupante è la presenza nei fondi agricoli di buche, profonde anche più di 30 trenta centimetri. Come hanno precisato gli interessati, da mesi, anche attualmente, è in corso nei noccioleti la potatura e la raccolta dei rami tagliati. Usuale aggirarsi nei terreni con trattori e rimorchi per il trasporto dei residui della potatura.

 

“Nella maggioranza dei terreni - hanno dichiarato più agricoltori -, è cresciuto, e crescerà ancora di più nei giorni prossimi, un manto erboso consistente, con erbe spontanee alte. Risultato: gli ‘scavi’ dei cinghiali diventano invisibili, in quanto ricoperti dalla vegetazione. Numerose le segnalazioni di mezzi ‘precipitati’ improvvisamente in avvallamenti del suolo”. Per ora, e si spera per sempre, non sono stati segnalati incidenti di qualche rilievo, paura e sobbalzi a parte. Certo e persistente, però, è il rischio nascosto. L’occasione consente e reclama di rinnovare l’appello ai responsabili del settore, affinché si adottino misure per controllare la popolazione dei cinghiali. I quali, detto da animalista convinto, non sono colpevoli dell’imprevidenza umana e istituzionale.