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Viterbo, supplenti decimate dalla pandemia. "Al loro posto parrucchiere e casalinghe"

Daniela Venanzi
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Sono maestre ma non hanno più a che fare con la scuola. Di magistrale hanno il diploma, ok, ma di lavoro fanno tutt’altro. Di questi tempi, però, con le cattedre vuote a causa di insegnanti positivi o in quarantena, le maestre ex legge 2002 diventano essenziali per non paralizzare l’attività di materne ed elementari. “E’ così - conferma Brunella Marconi, segretaria provinciale Cisl scuola -. Siamo costretti a ripiegare su figure che ormai fanno altro rispetto all’insegnamento. Gente che fa la pasticciera, la parrucchiera o la casalinga, qualcuno che magari ha anche 60 anni e lavora con partita Iva in altri settori. Persone che hanno risposto al nostro appello dando la propria disponibilità a coprire dei turni”.

Maestre che, come diceva, in realtà da tempo non hanno dimestichezza con l’insegnamento.
“Certo, però, laddove è prevista la presenza o un sistema misto con alunni in parte in classe e in parte da casa, è preferibile coprire l’orario, riuscendo a garantire comunque la massima sorveglianza e il controllo sugli alunni. Insomma, in certi casi prendere questo tipo di insegnanti non significa tenere fede a un progetto programmato di assunzioni, così come previsto dalle attuali norme, ma sopperire all’urgenza di tenere comunque la classe aperta”. “Oltre alle diplomate magistrali - specifica poi Brunella Marconi - peschiamo anche tra i laureati in psicologia che possono essere considerati affini alle materie scolastiche”.

Quanti insegnanti atipici in questo momento state reclutando?
“Siamo intorno a una media di tre al giorno”.
Media niente male. Quali sono su Viterbo le emergenze più evidenti?
“Basta fare un giro sui social per vedere comuni che fanno veri e propri appelli. E’ il caso di Fabrica, Vignanello, ma questa è l’esigenza di quasi tutti. Uno stato di allarme che ha raggiunto tra il 20% e il 30% di carenza di organico”.
Non sarebbe meglio tentare di allungare l’orario dei docenti già presenti?
“L’insegnante con il suo orario previsto per legge già fa il suo e in alcuni casi gli si chiede anche qualche ora aggiuntiva, ma non basta e allora ecco che entrano in campo queste figure nuove, anomale per il concetto espresso dalla legge oggi, e come dicevo prima impegnate in tutti altri settori, ma che almeno riescono a garantire l’apertura di chi in classe riesce ancora ad andare. E non è poco”.