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Viterbo, completamento della Trasversale di nuovo a rischio

Massimiliano Conti
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Semaforo rosso per la Trasversale. L’ennesima doccia fredda per la Cenerentola Tuscia arriva dal Rapporto annuale sullo stato di avanzamento delle 102 opere strategiche (per un valore di 99 miliardi di euro) commissariate nel corso del 2021, trasmesso nei giorni scorsi dal Mit al Parlamento. La Orte-Civitavecchia è, tra le opere stradali, l’unica a rischio. A lanciare l’allarme è il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, secondo cui troppo tempo si è già perso nella realizzazione della ultradecennale infrastruttura viaria, dal cui completamento, a detta di tutti, dipendono le prospettive di sviluppo della provincia, e non solo. In base alle relazioni presentate dai 49 commissari straordinari nominati dal presidente del Consiglio tra aprile e agosto dello scorso anno, quasi tutti i cronoprogrammi per l’avvio dei cantieri nel 2021 risultano confermati. Nella tabella 5, quella relativa alle opere stradali, come si legge testualmente nel rapporto, “non vengono segnalati significativi scostamenti rispetto ai cronoprogrammi presentati, ad eccezione di un intervento relativo alla Ss 675 che riguarda il collegamento del porto di Civitavecchia con nodo intermodale di Orte”, mentre “per le altre opere che presentano criticità i commissari e il governo hanno intrapreso le opportune azioni correttive”.

A partire da pagina 135 del rapporto, il commissario di governo, l’ingegner Ilaria Coppa, evidenzia le principali interferenze al completamento dell’opera: dalla presenza nel tracciato di un sito Unesco (la necropoli di Tarquinia) alla presenza di siti di interesse comunitario (Sic). “Giova ribadire - scrive il commissario - che nel corso degli anni l’opera è stata oggetto di diverse ipotesi progettuali e che l’intervenuta sentenza del Tar ha inevitabilmente portato alla rivisitazione del progetto e quindi del cronoprogramma”. Il riferimento è alla disputa sul percorso culminata nell’ottobre scorso con lo stop del Tribunale amministrativo al contestato tracciato verde, per la gioia degli ambientalisti e degli agricoltori della valle del Mignone. “L’analisi comparata dei vari progetti e degli studi del territorio che si sono succeduti nel tempo, i monitoraggi di flora e fauna condotti nel 2018-19, le ulteriori analisi in corso per integrare la Via-Vinca – continua il commissario – portano comunque a ritenere che il progetto del tracciato ottimizzato e mitigato possa essere definito e approvato nella prima metà del 2022”. Certo, quel semaforo rosso è di pessimo auspicio, come rileva lo stesso Rotelli.

“Nel rapporto – dichiara il parlamentare viterbese -sono ipotizzati i tempi e ufficializzati i due stralci, anche per evitare di perdere i 200 milioni di euro di fondi europei. Il primo stralcio supera Monte Romano con consegna dei lavori a settembre 2023. Il secondo da Monte Romano ovest all’innesco con la A12 cadrebbe a metà 2024. Il commissario riassume anche quanto fatto in questi mesi coinvolgendo le realtà locali interessate e sottolinea le criticità. Rimane l’impegno di consegnare al territorio un’opera indispensabile per lo sviluppo e la crescita economica e sociale. Superato Monte Romano il tracciato dovrà evitare l’impatto sui siti Unesco e rispettare le esigenze sociali e economiche del territorio”. L’ultima riflessione di Rotelli riguarda il “tanto, troppo tempo perso inseguendo l’impossibile gestione dell’opera in un unico appalto e le tante forzature fatte sulle ipotesi di tracciato che rischiano ora di far addirittura perdere le risorse. La Ss 675 – conclude il deputato meloniano - è l’unica con semaforo rosso nell’elenco delle opere strategiche, e la Tuscia non se lo può permettere”.