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Viterbo, variabile Frontini. Nel movimento prime divergenze

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Al ballottaggio nel 2018 grazie alla spaccatura del Pd, dentro Viterbo 2020 si aprono crepe sulla strategia da mettere in campo per le prossime comunali. Da un lato c’è la sua leader, Chiara Frontini, indiscussa artefice dell’ascesa del movimento civico, che, per giocarsela anche quest’anno, non fa mistero di voler uscire dalla logica dell’autonomia, abbracciando la strada dell’alleanza con altre forze politiche; dall’altro ci sono i “duri e puri” che non intendono invece scendere a compromessi con nessuno, ovvero che, proveniendo anche da ambiti politici o sociali diversi, vedono come fumo negli occhi sia eventuali intese a destra che ipotetiche convergenze a sinistra.

Ad ogni modo, dimostrazione del magma che ribolle sotto traccia tra i civici è la candidatura di Giovanni Scuderi. Erede di una famiglia di commercianti tra le maggiormente importanti della città, e fratello del più noto Luca, parroco del Carmine, si fa portatore degli interessi dei negozianti del centro, categoria notoriamente insofferente nei confronti di qualiasi amministrazione metta piede a Palazzo dei Priori. Per quanto riguarda più da vicino Viterbo 2020, secondo indiscrezioni - dal diretto interessato confermate durante la conferenza stampa del 2 gennaio scorso, quando ha detto che va formata una squadra per governare e non necessariamente per vincere - alquanto insofferente verso la strategia delle alleanze sarebbe Alfonso Antoniozzi, consigliere comunale dimissionario nello studio del notaio Fortini e, nel 2018, assessore alla cultura designato dalla Frontini alla vigilia del ballottaggio.

In posizione critica ci sarebbe, inoltre, Giulio Della Rocca, professore di matematica all’Università di Los Angeles, che già da qualche anno non fa mistero di voler essere lui il candidato a sindaco del movimento. Da alcuni viene al momento indicato come possibile promotore di un’altra lista civica, mentre chi lo ha sentito recentemente (dovrebbe tornare dagli Usa tra qualche settimana) giura che avrebbe abbandonato, almeno per ora, ogni velleità. Difficile prevedere quali saranno gli esiti di questa situazione. Di sicuro c’è però che Chiara Frontini sta in questi giorni dialogando fittamente con il gruppo del centrodestra che ha mandato a casa Giovanni Arena: Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione. In particolare, il Carroccio, nella persona del senatore Umberto Fusco, non disdegnerebbe l’idea di candidarla a sindaco di un’ampia coalizione di centrodestra già al primo turno, dribblando in questo modo le tesi di quanti nell’ipotetica grande coalizione anti-Forza Italia/Pd vedrebbero con più favore l’apparentamento al ballottaggio. Comunque andranno le cose, Chiara Frontini, forte di un consenso personale che resta verosimilmente alto indipendentemente dai cani sciolti che la circondano e che non vogliono essere legati ad alcuna catena, rappresenta dunque al momento una variabile con cui necessariamente confrontarsi. Da capire solo, visti i tanti mesi che ancora mancano all’appuntamento elettorale e le insidie di un panorama politico così volatile e volubile, come si muoverà per non farsi erodere il vantaggio.