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Viterbo, decaduta dalla carica di consigliere viene assunta in segreteria politica

Mattia Ugolini
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Sta suscitando aspre polemiche in queste ore l’assunzione di Lina delle Monache - ex consigliera comunale del Partito democratico e consigliera provinciale decaduta dopo il commissariamento di Palazzo dei Priori - nella segreteria del vice presidente della Provincia, Pietro Nocchi, anche lui Pd. Di fatto, uscita dal portone principale a causa delle dimissioni di massa presentate dai colleghi d’aula nelle mani del notaio Fabrizio Fortini la vigilia di Natale, rientra a Palazzo Gentili passando, come si suol dire, per la finestra. Al di là delle prese di posizione sdegnate della minoranza in Provincia, la domanda che tutti si pongono è una: seppure, nel procedere a un’assunzione di questo tipo non c’è nulla di illegale (le segreterie politiche sono previste dalla legge), si tratta di una decisione opportuna?

Ovvero: Nocchi ha davvero bisogno di un’unità in più di personale alle proprie dipendenze? E, soprattutto, è normale dare un posto di lavoro a chi è stato addirittura candidato nella lista (Tuscia democratica) del vice presidente? Il via libera all’assunzione è arrivato due giorni fa con un decreto firmato dal segretario generale dell’ente, Francesco Lauricchio, e dal presidente Alessandro Romoli (Forza Italia). Il contratto di lavoro applicato, per ora della durata di un anno, ma “eventualmente prorogabile”, prevede l’inquadramento della ex consigliera “nella categoria C, posizione economica C1, del comparto funzioni locali, profilo professionale di istruttore amministrativo”. Dunque, fino a gennaio 2023 assisterà Pietro Nocchi nelle sue funzioni di vice di Alessandro Romoli.

A sollevare polemiche, oltre all’inopportunità politica dell’atto, anche e soprattutto la velocità con cui è stato adottato. E così, mentre la minoranza annuncia un’interrogazione al presidente già nelle prossime ore, anche all’interno degli stessi Partito democratico e Forza Italia c’è chi solleva perplessità, consapevole del fatto che una mossa del genere non farà altro che contribuire a portare acqua al mulino dell’opposizione, che bolla l’intesa Pd-Forza Italia come un patto di potere. Oltretutto, dopo la caduta della giunta Arena, viene data per altamente possibile la ricandidatura della stessa Delle Monache alle imminenti elezioni comunali sempre nella lista del Pd, ovvero nella coalizione Pd-Forza Italia, che sulla scia dell’esperimento compiuto a dicembre a Palazzo Gentili, si dovrebbe candidare anche alla guida del Comune in contrapposizione al centrodestra formato da Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione. Certo è che la vicenda sembra destinata a minare la calma apparente in cui sta navigando la presidenza Romoli in queste prime settimane di attività amministrativa.