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Viterbo, giunta rifatta a Civita Castellana. L'opposizione: "Fallimento politico"

Alfredo Parroccini
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Il rimpasto della giunta, voluto dal sindaco Luca Giampieri, dopo l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza, scatena la critica aspra e pungente dell’opposizione.

 

Il Pd commenta: “Il sindaco Giampieri, ammettendo che qualcosa non stava andando come doveva e ritenendosi non pienamente soddisfatto del lavoro dei suoi assessori, descrive un quadro di fallimentare di questi primi 16 mesi di mandato che a più riprese abbiamo evidenziato e denunciato. Purtroppo però dobbiamo constatare che questo stesso sforzo di onestà è del tutto parziale, perché in fondo, il sindaco scarica interamente la responsabilità dei limiti e delle inefficienze su alcuni assessori, senza mai assumersi la propria. Del resto la squadra che non ha funzionato l’ha scelta lui all’indomani delle elezioni e sarebbe spettata sempre a lui la guida del lavoro collegiale e l’iniziativa dei singoli nei vari settori. Ma di questo nella lettera non c’è traccia. Questo rimpasto è soltanto un tentativo di nascondere i problemi di fondo della sua Amministrazione”. Dal canto suo il Movimento 5 Stelle dichiara: “Anche noi abbiamo più volte lamentato la mancanza di incisività dell’azione politica, l’immobilismo diffuso e soprattutto la mancanza di ascolto e di una benché minima forma di dialogo con la minoranza: interrogazioni che restano chiuse nei cassetti per diversi mesi, commissioni che non vengono convocate, richieste di confronto pubblico su temi di primaria importanza. Auspichiamo in una presa d’atto da parte dei cittadini che il progetto politico sostenuto nell’ultima tornata elettorale si è rivelato ancora una volta estremamente fragile, soprattutto in funzione di uno dell’identico scenario che si venne a creare con la precedente Amministrazione a guida Caprioli”.

 

Rifondazione infine aggiunge: “È imbarazzante quello che sta accadendo all’interno del Comune. Prima il sindaco scrive a chiare lettere che la propria giunta non è stata all’altezza finora, poi la rinomina con l’unica eccezione del solo Massaini. Tutta questa pantomima serve solamente per assecondare le volontà dei partiti di maggioranza che ancora una volta trattano i civitonici come marionette”. Ma la novità è la critica della Buona Lega della Tuscia con il coordinatore, Luigi Tofone, che attacca impietosamente la gestione fallimentare del senatore Fusco: ”Qualcuno poco tempo fa proprio a Roma profetizzò, ‘attenzione se cade Civita Castellana con la giunta Caprioli, cade la Lega nel viterbese’. Tale profezia rimase inascoltata. Civita Castellana, in mano alla Lega, cadde per salvare Viterbo. Poi cadde anche Viterbo, dove la Lega era anche lì determinante. A beneficiare in termini elettorali in entrambe le città, non per merito suo, è stata ed è Fratelli d’Italia. L'uscita del vicesindaco leghista Massaini ha il sapore di una vera e propria resa dei conti interna, sostituito da Andrea Sebastiani, già presente del resto con Caprioli. A Civita Castellana la Lega è passata da un trionfale 34% con 2634 voti ad un 13,9%, 1030 voti con una perdita di consensi del 70%. Queste strane dimissioni di Massaini e la totale mancanza di idee e progettualità porteranno la Lega a Civita Castellana, visto il trend negativo, probabilmente a scomparire”.