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Lazio, verso l'intesa Pd-Forza Italia anche in Regione. I retroscena

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L’accordo tra il Pd e Forza Italia avvenuto alle provinciali, non solo dovrebbe essere replicato alle comunali con la candidatura a sindaco di Alessandra Troncarelli, ma addirittura proposto alle regionali. Che, in caso di elezioni politiche anticipate o caduta dell’amministrazione Zingaretti qualora il governatore dovesse diventare ministro, come si sussurra a Roma, si svolgerebbero a fine primavera o inizio estate. Quello compiuto a dicembre, con l’elezione di Alessandro Romoli a Palazzo Gentili, dunque non sarebbe stato che un esperimento avvenuto nella Tuscia con l’avallo dei vertici regionali dei due partiti. Esperimento che, all’interno di quello che si potrebbe così chiamare Laboratorio Viterbo, prevederebbe come tappa intermedia proprio le amministrative per la scelta del successore di Giovanni Arena a Palazzo dei Priori. 

 

Secondo indiscrezioni, riportate dal giornale on line Etrurianews, la strategia finale di questo disegno è stata messa a punto alcuni giorni fa dal coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone, dal segretario del Partito democratico laziale, Bruno Astorre, e dall’attuale vicepresidente della Regione, Daniele Leodori. 
L’accordo, che avverrebbe indipendentemente dalle decisioni che Forza Italia prenderà nel frattempo a livello nazionale, sarebbe finalizzato a far eleggere presidente della Regione lo stesso Leodori, il quale, scrive Etrurianews, “con molta probabilità dovrebbe riuscire ad ottenere la candidatura bruciando le aspirazioni dell’assessore alla sanità, Alessio D’Amato”.

 


 

“Il senatore Fazzone - ancora il giornale diretto da Paolo Gianlorenzo - sembrerebbe intenzionato ad andare avanti sulla strada dell’accordo a sinistra anche se non dovesse essere assecondato da quel poco che resta dell’altra parte di Forza Italia. A costo di organizzare una lista civica del quale già esiste il nome: Azzurri per il Lazio per spostare i suoi voti da una parte all’altra. Gli addetti ai lavori stimano la consistenza elettorale del senatore di Fondi intorno alle 15/20 mila preferenze, che, portate in dote al centrosinistra, determinerebbero un saldo di 30/40 mila voti a favore della coalizione che dovrebbe sostenere Leodori”. 
Fazzone, Astorre e Leodori si sarebbero incontrati, come detto nei giorni scorsi, a pranzo in un ristorante ciociaro dopo il voto per la scelta dei rappresentanti della Regione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica: “Nel centrodestra - ha scritto al riguardo l’Ansa - il tentativo di sgambetto c’è stato nel Lazio. E’ risultato eletto per la minoranza Fabrizio Ghera di FdI, ma FI è riuscita a raccogliere 10 voti per il suo Giuseppe Simeone, solo uno in meno di Ghera. L’accaduto ha fatto infuriare il partito di Meloni, in cui diversi parlamentari mettono ora inZZ dubbio la lealtà alla coalizione di FI, cosa che farebbe evaporare l’appoggio a Silvio Berlusconi”.
“Non sono passate inosservate, inoltre - scrive sempre Etrurianews - alcune manovre sul territorio con cui il coordinatore regionale di Forza Italia ha sgambettato i rivali all’interno del suo partito. Con l’aiuto anche di chi governa la Regione Lazio”. 
Infine, degna di nota “la guerra in Ciociaria a Gianluca Quadrini (ormai in pianta stabile nella Lega) revocato dall’incarico di commissario della XV Comunità montana e sostituito con Rossella Chiusaroli, manovra resa possibile grazie ad un decreto del presidente Zingaretti”. Infine, un’ultima curiosità: “A breve uno storico dirigente regionale (molto vicino a Fazzone) potrebbe lasciare la Pisana per traslocare nella Città metropolitana. Ente tenuto ben saldo dai dem dopo la conquista del Campidoglio con Roberto Gualtieri”.