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Viterbo, diffamazione. Archiviata la denuncia del sindaco di Bassano in Teverina contro i consiglieri di opposizione

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I consiglieri di opposizione non hanno diffamato il sindaco. Lo ha stabilito il pm che ha archiviato la denuncia per diffamazione del primo cittadino Alessandro Romoli che da qualche giorno è anche presidente della Provincia. A darne notizia sono i consiglieri Fronteddu, Bernardini e Santalcchia che furono appunto querelati, e ricevettero l’avviso di conclusione indagini, per una querela legata a una loro presa di posizione sui conti del Comune uscita su un sito web di informazione sullo stato dei conti del comune. Nel comunicato l’opposizione contestava il fatto che le uscite del Comune fossero maggiori delle entrate per 500 mila euro.

 

Per quella uscita il sindaco presentò querela e dunque i tre consiglieri si sono ritrovati indagati per diffamazione a mezzo stampa perché - questa era l’ipotesi - “offendevano la reputazione di Alessandro Romoli ,nella suo funzione di sindaco pro-tempore di Bassano in Teverina il cui testo, caratterizzato da insinuazioni, ambiguità, allusive e da affermazione di fatti non veritieri, volto a gettare discredito alla credibilità e l’immagine del primo cittadino e dell’amministrazione comunale”.
I tre si sono mossi tramite i loro avvocati presentando le loro controdeduzioni che sono bastate per l’archiviazione. Il pm ha motivato la decisione così: “Letta la denuncia querela oggetto dell’odierno procedimento, valutata alla luce delle argomentazioni fornite nelle memorie difensive prodotte dagli indagati per il tramite dei propri difensori di fiducia a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ritiene questo Pm che l’articolo di stampa ritenuto diffamatorio dal sindaco pro protempore Romoli, non sia di valenza tale da ritenere integrato il reato ipotizzato , in quanto manifestazione legittima dell’esercizio di ‘critica politica’, poiché espressa, seppure con toni a tratti pungenti ed allusivi, nello stesso ambito che l’ha originata, potendo, le medesime critiche , ritenersi entro i limiti di operatività della scriminante del diritto di critica”.

 


 

I tre consiglieri dunque si rivolgono a Romoli: “Abbiamo avuto l’impressione che volesse bloccare le prerogative di una minoranza che in un paese democratico deve, non solo controllare l’operato della maggioranza, ma può e deve esprimere il proprio pensiero ed avanzare critiche politiche. Veniamo spesso accusati di denunciare con molta facilità ed è stato detto dal Sindaco stesso durante il consiglio comunale che molte di queste denunce sono state archiviate. Tuttavia, il sindaco si guarda bene dal rendere pubblico il contenuto delle denunce e il decreto di archiviazione, nonostante più volte si sia ripromesso di farlo”.