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Viterbo, pista ciclabile intorno alle mura. Giallo sul progetto

Mattia Ugolini
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È’ giallo sul presunto progetto per una pista pedonale e ciclabile attorno le mura. Lo scorso mercoledì, l’ex sindaco Giovanni Arena aveva pubblicato sui suoi profili social questo post, con tanto di immagine in 3D: “Uno dei progetti più interessanti che l’amministrazione comunale sta portando avanti (siamo in fase di affidamento del progetto esecutivo) è la realizzazione di una pista pedonale e ciclabile intorno alle mura. I lavori devono iniziare entro il 2023 e terminare entro il 2026, pena l’esclusione dei finanziamenti”. La notizia ha iniziato a circolare in rete, dividendo i cittadini tra favorevoli e contrari. Cose che capitano quando si tratta di lavori pubblici, direte, e invece no. Perlomeno non in questo caso, in cui a bisticciare sono le varie figure che gravitano nella vasta galassia istituzionale del capoluogo.

 

Il punto è che questo sedicente progetto, agli uffici, non risulta essere in fase di affidamento: quello citato da Arena sarebbe, infatti, “un mero studio di fattibilità”. I tempi citati nel post (inizio e fine dei lavori rispettivamente entro il 2023 e il 2026) coincidono con quelli dei finanziamenti legati al Pnrr, difatti, immergendoci nei meandri della burocrazia viterbese, abbiamo scoperto che la pista sarebbe stata inserita, all’interno del Pinqua (piano per la qualità dell’abitare, anch’esso interno al Pnrr) e che era stato plasmato anche un ufficio speciale ad hoc per occuparsi, tra le tante, anche di questa progettazione, al fine di mandarla in porto. Da quanto è stato possibile recuperare emerge che il Comune, in particolare l’assessorato all’Urbanistica, era arrivato a presentare le documentazioni utili per ottenere il finanziamento, chiesto a marzo 2021, nella prima settimana novembre. Da quel momento sono partiti i 240 giorni (8 mesi) di tempo per consegnare il progetto esecutivo. Con il caos dovuto alla caduta dell’amministrazione ed il relativo commissariamento, tuttavia, è praticamente impossibile avere contezza di quale sia lo stato dell’arte. In teoria, il completamento delle procedure dovrebbe dipendere ancora dall’ufficio speciale, eppure ad oggi non sussistono elementi per dire a che punto sia l’iter, anche perché non esiste un vincolo che possa obbligare tassativamente il Comune all’espletamento della pratica. La certezza è che l’opera, semmai dovesse vedere la luce, cambierebbe i connotati della città. Tra l’altro, la prima bozza del proponimento risalirebbe, addirittura, alla seconda Giunta Gabbianelli ed una seconda sarebbe stata vagliata anche dalla successiva Giunta Marini. Insomma, l’elaborato sembrerebbe essere divenuto piuttosto celebre nelle stanze degli uffici comunali ma, finora, non avrebbe mai trovato lo spazio necessario per essere lanciato ufficialmente, rimanendo dunque un progetto “di massima” e non “esecutivo”.

 

Non proprio una sottigliezza, dato che per arrivare alla fase di affidamento dei lavori, per forza di cose, l’ente è obbligato seguire delle procedure che già di norma sono abbastanza meticolose e che, qualora l’opera dovesse poi rientrare all’interno del Pnrr tramite il Pinqua, diventerebbero ancor più stringenti. Anche diversi membri del decaduto Consiglio comunale e dell’ex Giunta Arena, contattati dal Corriere, hanno manifestato le loro perplessità a riguardo dell’annuncio del fu primo cittadino. Nessuno di loro, compreso qualche assessore, aveva mai sentito parlare - sino all’annuncio di Arena - di questa fantomatica e, al contempo, suggestiva pista ciclabile e pedonale, che rimane avvolta da un alone di mistero.