Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, Aquilanti. Pronto il piano per le riaperture

D. V.
  • a
  • a
  • a

Vertice in prefettura ieri mattina 12 gennaio, per le sorti della Aquilanti Spa, tra il nuovo socio di maggioranza Cosimetti e le varie organizzazioni sindacali. Le notizie, rispetto al fallimento che si prospettava, sembrano dare un nuovo volto a quello che, nei numeri e nelle casse, faceva presagire un quadro a tinte fosche, senza possibilità di ritorno. "E' così - spiega Guido Calà della Fisascat Cisl - ci è stato comunicato che ci saranno riaperture graduali. La prossima settimana dovrebbero riaprire sette di queste, compresa quella di Viterbo, delle filiali che erano state chiuse, per altre tre si dovranno attendere alcune valutazioni organizzative. Per quanto riguarda i lavoratori che erano senza stipendio - continua Calà - sono stati previsti, attraverso un business plan, dei rientri a tappe. Entro il 18 gennaio verrà saldato il mese di ottobre, entro febbraio in due tranche, verrà regolarizzato il mese di novembre e a marzo sempre con due rate verrà sistemato quello di dicembre".

 

Un momento di serenità per le famiglie. "Diciamo che - continua a spiegare Guido Calà - considerando la prospettiva del fallimento che sembrava inevitabile questo è un successo. Rispetto al personale in forze e l’emorragia di dipendenti degli ultimi tempi, passati da 150 in totale ad appena 54, si dovranno prevedere per forza alcune nuove assunzioni. Ad esempio su Viterbo, dove non ci sono più neanche le persone impiegate negli uffici, serviranno figure per la parte amministrativa, stipendi, fatture, etc. Ad Orvieto, altro esempio, non c’è rimasto praticamente più nessuno e quella filiale al momento non potrebbe neanche riaprire, c'è da ragionare un passo alla volta”.

 

All'orizzonte si può pensare ad uno sviluppo positivo? “Le carte in regola sembrano esserci e la buona volontà anche, ci è stato detto che per dare una svolta decisiva di ripresa, ci vorranno almeno cinque o sei mesi. Certo rimane l'amarezza di una grande azienda che aveva 150 dipendenti ed era uno dei fiori all’occhiello della città. Oggi risaniamo - conclude Guido Calà - nella speranza di cominciare a vedere la luce e chissà domani con il tempo, di tornare a brillare”.