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Viterbo, terme. Fermi tutti i progetti. Ricci (Pd): "Nessun atto concreto"

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Massimiliano Conti
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Dalla riqualificazione delle pozze libere alla rinascita delle ex Terme Inps: il sogno di trasformare Viterbo in una città termale sembra destinato per ora a restare tale. A maggior ragione dopo la caduta dell’amministrazione Arena, che di fatto “congela” alcuni dei progetti messi in cantiere da anni ma mai realizzati. A cominciare appunto da quello per il rilancio dello stabilimento dei lavoratori, attualmente ancora sotto esame della Regione Lazio. “Siamo all’anno zero”, attacca il capogruppo del Pd Alvaro Ricci, sottolineando come dalla passata amministrazione Michelini a oggi non si siano fatti sostanziali passi in avanti. Nemmeno nella chiusura delle Zitelle, la sorgente termale sulla Tuscanese in cui l’acqua termale che sgorga da decenni continua a finire sprecata nei campi.

 


 

“L’ultimo atto concreto sulle ex Terme Inps – ricorda Ricci – risale al settembre 2019, quando l’allora giunta Michelini diede incarico a un advisor di stilare un progetto di rilancio dello stabilimento. Dopodiché l’ex assessore al termalismo Enrico Contardo commise l’errore madornale di portare in consiglio comunale un piano di rilancio privo di due contenuti fondamentali: il parere di compatibilità urbanistica, alla luce del vincolo calato dalla Soprintendenza su 1600 ettari di territorio viterbese, e l’indicazione precisa del quantitativo d’acqua disponibile. Proprio a causa di queste carenze, la Regione ha rispedito al mittente quel piano, che è sostanzialmente morto lì”. 
Ricci giudica sciagurata anche l’idea di Contardo di alimentare lo stabilimento con l’acqua delle Zitelle, “attraverso una fantomatica condotta idrica – sottolinea l’ex assessore ai lavori pubblici – che lungo il tragitto dalla Tuscanese a strada Bagni avrebbe provocato il raffreddamento dell’acqua e la perdita di tutte le qualità idrotermali. Senza considerare i costi notevoli di un intervento del genere. Per fortuna l’idea è poi abortita”. 
La chiusura delle Zitelle resta tuttavia la condizione necessaria, e si spera sufficiente, per riportare in equilibrio il bacino termale viterbese che, come noto, è un sistema di vasi comunicanti. Sarà compito ora del commissario Antonella Scolamiero dare attuazione all’intervento, che prevede l’applicazione di una saracinesca al boccaporto e che è già finanziato con 200 mila euro. 

 

 

Al successore di Contardo, Claudio Ubertini, Ricci dà atto di aver corretto un po’ la rotta, quantomeno aprendo un confronto con la Regione Lazio, principale interlocutore per il rilancio delle Terme Inps. “Anche da parte di Ubertini c’è stata però una dimenticanza clamorosa – aggiunge l’ex consigliere dem -.Per essere sicuri che il bacino resti in equilibrio secondo gli 80 litri al secondo previsti dal piano Piscopo, bisogna fare delle prove meccaniche di emungimento. Solo dietro la presentazione di un mio emendamento alla variazione di bilancio approvata a novembre sono stati stanziati 100 mila euro per queste prove, presupposto essenziale per poter dare corso al rilancio delle Terme Inps. Senza sapere di quanta acqua può disporre, quale imprenditore verrà mai a investire 10 milioni di euro a Viterbo?”. Ricci dà atto anche al dirigente del settore termale, Eugenio Monaco, di aver subito impegnato le risorse. Ma anche questo intervento è ora nelle mani del commissario Scolamiero.